Beatrice Antolini – L’AB

Beatrice Antolini
“L’AB”
Data d’uscita: 16 febbraio 2018
Produzione: La Tempesta Dischi

(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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L’AB

Nuovo album di inediti per Beatrice Antolini: venerdì 16 febbraio 2018 esce “L’AB”. Un gradito ritorno sulle scene a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, l’Ep “Beatitude” del 2014. Il disco, pubblicato da La Tempesta Dischi, è stato anticipato dai singoli “Second Life” e “Forget To Be” e testimonia l’eclettismo e la poliedricità dell’artista maceratese che in questo album oltre a scrivere tutti i testi e le musiche, ha suonato tutti gli strumenti presenti (chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano e programmazioni elettroniche) e arrangiato, prodotto, registrato e mixato tutti i brani.

L’AB è un disco in cui si fondono spirito e scienza, sperimentazione e sacralità.

L’AB è un concept album che parla dell’attuale periodo storico nel quale tutti viviamo. Non è una critica, ma piuttosto una lucida e spietata analisi delle nuove meccanicità e dinamiche umane, scandagliandone vizi e peccati. Non uno sguardo dall’alto da chi ne è estraneo o non coinvolto ma una visione (più o meno consapevole) dall’interno, da chi ci nuota dentro… a volte standoci male a volte sguazzandoci.

L’AB è un laboratorio chimico di reazioni fisiche a sensazioni che provengono dall’esterno… ma è anche la sua controparte, ovvero ma una fusione alchemica di miglioramento di sé dall’interno verso l’esterno.

L’AB è Beatrice Antolini.

TRACKLIST

1. Insilence
2. Forget To Be
3. Second Life
4. Subba
5. Until I Became
6. Total Blank
7. What You Want
8. I’m Feeling Lonely
9. Beautiful Nothing

CREDITS

Beatrice Antolini “L’AB”
(C) 2018 La Tempesta Dischi

Written, produced and arranged by Beatrice Antolini
Recorded and mixed at Big Saloon Studio (Bologna) by Beatrice Antolini.
Mastered by Simone Squillario at HybridStudio (Torino).

Beatrice Antolini performed piano, synths, guitar, bass, drums, percussion, voice electronic programming and arrangement.

Graphics and Artworks by Dorothy Bhawl

Additional Recordings:
– Gran piano and voice on “What You Want” recorded at Fonoprint Studios (Bologna) by Claudio Adamo, assistant: Pietro Giolito
– Drums on track 1, 2, 8 recorded by Angelo Epifani at Raw Studios (Bologna)
– Gran piano on tracks 1, 3, 9 recorded by Davide Cristiani at Bombanella Soudscapes (Maranello)

APPUNTI a cura di Beatrice Antolini

2) FORGET TO BE
Rappresenta una condizione, quella del “dimenticarsi di essere” del non preoccuparsi abbastanza di comprendere chi si è veramente, andando oltre l’apparenza estetica, ma cercando nel cuore, nella propria realizzazione che spesso comporta molta fatica e dolore. L’evitare il dolore significa evitare la propria crescita e la propria realizzazione, perchè tanto nel mondo dei social media possiamo sembrare molto appagati di noi stessi, nascondendo il vuoto profondo dato appunto dal “forget to be” o “forget to being”. Ancorati ad un qualcosa di stanco e banale, il silenzio è insopportabile… perchè c’è sempre un suono o un’immagine che ci distrae.

“Ancorata ad una luna stanca
mi dimentico di essere, mi dimentico di esistere
il silenzio è insopportabile”

3) SECOND LIFE
Parla di una seconda vita e ha due livelli di lettura: il primo è molto semplice, ovvero farsi delle domande su come potrebbe essere una propria seconda vita, cosa si cambierebbe rispetto a questa che si ha ora, interrogarsi sulle proprie debolezze e paure e cercare di superarle; il secondo invece è più complesso, Second Life è anche una realtà parallela, quella che viviamo oggi anche con i social, i caratteri ascii o gli emoticons… non sono altro che le nostre emozioni surrogate, ormai minimali, senza sfumature, bold come il carattere, solide e geroglifiche. Una specie di marchio. Sono infatti dei tatuaggi che mai potranno cancellarsi. Una sorta di lotta tra questa realtà virtuale e surrogata e la vita reale. La lotta per poter di nuovo provare emozioni spontanee variopinte ed indefinibili e quindi “umane”.

“Nella mia seconda vita
sarò più forte
più adorabile.
Nella mia seconda vita
ogni forza che avrò
la userò per non lasciarti andare….
ne sarò capace, amore…”

4) SUBBA
Un brano ermetico che parla del mio rapporto con l’ignoto, o Energia o Dio o Uno. Un rapporto bello, sereno e consolidato! Ssubba è tutto quello che sta sotto, ma… come in alto così in basso.

5) UNTIL I BECAME
Una canzone leggera che parla del rapporto uomo/donna in quest’epoca di interazioni social, e del fatto di vivere una vita sempre con il desiderio di “diventare” qualcosa o qualcuno senza mai “essere” qualcosa o qualcuno. Una bugia a noi stessi che interagisce nei rapporti di coppia e umani in generale.

6) TOTAL BLANK
No, non è un nuovo look… ma uno dei brani col significato più importante!
Il “bianco” è il senso di vuoto, soprattutto vuoto mentale (o mente svuotata, bianca come una tela vuota).
MAKE YOUR MIND A TOTAL BLANK! Arriva questo messaggio ogni giorno anche se non ce ne accorgiamo, come un ordine che arriva da lontano e non si sa da chi. Forse per questo c’è la violenza, forse per questo c’è la depressione, forse non crediamo abbastanza in noi stessi, non ci ricordiamo chi siamo e abbiamo paura di riempire questa “tela” mentale ma soprattutto interiore, del cuore, che ritorna spesso vuota, trasparente, senza colori, senza certezze.
Bisogna reagire, trovare una via di fuga.
Se penso ad alcuni dischi che ho ascoltato nella mia vita, so che dentro c’è l’armonia dell’universo intera che ha preso una forma, in questo caso musicale.
Bisogna quindi avere una forma, ognuno diversa, ma essere definiti, riconoscibili e unici. Mai vuoti e plasmabili.

“Dico a me stesso sei meraviglioso
e di non perdere il controllo
svuota completamente la tua mente!
E’ questo l’inferno?
La mia mente sta diventando vuota!
totalmente vuota… totalmente vuota”

7) WHAT YOU WANT
E’ un brano giocoso che si interroga in maniera leggera su quello che la gente vuole o pretende.
Che vogliamo?
Che cavolo vogliamo ?
Perché vogliamo sempre?
Perché non ci piace mai abbastanza la nostra Vita?
Forse perchè non siamo definiti, non abbiamo una “forma”, siamo appunto “vuoti”. Forse perchè non ci impegniamo… ma io non lo so, e non mi prendo l’onere di saperlo o di consigliare. Ogni carrozza ha i suoi cavalli e il suo fantino ma la direzione la indica colui che è all’interno della carrozza altrimenti si andrà a caso o molto probabilmente a sbattere!

8) I’M FEELING LONELY
Parla della mia condizione più intima (solitudine) ma anche quella di tutti. In realtà c’è una specie di proposito: solo con l’amore (non solo tra generi ma di un amore tra se stessi e il tutto) si può “non essere” soli. Ma dobbiamo tutti lavorarci ancora, ognuno deve lavorare per riempire la propria “tela“, per non “dimenticarsi di essere“.

9) BEAUTIFUL NOTHING
E’ il brano di chiusura che racchiude tutti i brani eccetto “Insilence”.
Parla del “bellissimo niente“, che è un po’ la summa della condizione umana del mondo occidentale. Un po’ come passiamo le nostre giornate, un po’ quella sensazione che sia ha la sera prima di mettersi a letto mentre ci si chiede quanto in più si sarebbe potuto fare, quante persone avremmo potuto aiutare, quanti insulti al semaforo ci saremmo potuti risparmiare, quanto siamo utili al mondo, quanto vorremmo fare di più.
Quella sensazione di gioia perchè magari la giornata è stata all’insegna di alcuni piaceri (il cibo, la serie tv etc…) ma mai completamente appagante.
Le giornate più belle per me sono quelle nelle quali non ho tempo di pensare perchè sono troppo impegnata a fare.
Ma la sensazione spleen e annoiata del “Beautiful Nothing” è in realtà piacevole per tutti, perchè deresponsabilizza, è confortevole e poi… lo fanno tutti!

“Dammi il niente
parlami di niente
bellissimo niente
bellissimo no?
Il niente
si prende tutto il mio tempo.

Bellissimo niente
prendi posto
non lasciarmi nemmeno per un secondo
stammi vicino”

1) INSILENCE
Scritto volutamente tutto attaccato perché il “silenzio” è una condizione e una soluzione, la mia soluzione personale. Il disco, come un percorso a ritroso, inizia con la propria soluzione. Il silenzio inteso come uno stato di calma, di grazia e di consapevolezza. Un modo per difendere il proprio Io. Un modo per non cadere nella meccanicità e nell’adeguarsi per forza ad un modo di fare e di vivere che a volte non mi rappresenta. Non è un’esclusione ma piuttosto una sopravvivenza senza dover per forza fare gli eremiti, all’interno di questa società ma senza farsi mangiare, senza rinunciare alla propria verità e cercando di essere veramente autentici. Senza dover essere come gli altri per venire apprezzati. Senza dover riempire il tempo di un bellissimo niente. La bellezza del mondo è gia dentro ognuno di noi, ma chi non la cura graverà su tutti gli altri, per questo mi difendo, per mantenere la gioia e il rispetto alla vita e a me stessa. Nessuno potrà portarmi via quello che ho creato e costruito e che difendo in silenzio.

“Insilenzio, parla insilenzio, insilenzio
Insilenzio, vivo insilenzio
Insilenzio”

BIO

Comincia a suonare il pianoforte all’età di 3 anni e a studiare la musica classica. Si appassiona presto a tutti i generi musicali e allo studio di diversi strumenti iniziando ad autoprodursi ed arrangiare i propri brani e mostrando sin da subito il suo poliedrico talento. Si trasferisce nel 2001 a Bologna, città dove vive ancora oggi, dove studia, si laurea e contemporaneamente si diploma in teatro continuando anche gli studi musicali classici, pubblica il suo primo album “Big Saloon” arrangiato prodotto e registrato da lei stessa nel 2006 che riscuote un grande successo sia da parte della critica che per i live che Beatrice inizia a proporre in tutto il territorio italiano con l’agenzia DNA concerti che sarà suo partner per 10 anni. Il suo secondo album “A due” (Urtovox Rec.) è del 2008 ed è sempre arrangiato suonato e prodotto da Beatrice stessa e diventa il suo marchio di fabbrica, viene presentato e distribuito in Inghilterra e ottiene la copertina della rivista Il Mucchio Selvaggio e il plauso della critica musicale. Nel 2009 realizza per conto di RollingStone Magazine Italia, una speciale intervista a PJ Harvey e John Parish in occasione della pubblicazione del loro disco “A Woman a Man Walked By”. Sempre nello stesso anno partecipa al progetto “Il paese è reale” ideato da Manuel Agnelli ed è ospite di importanti rassegne come il Moog Fest Europe, il concerto del Primo Maggio di Roma e quello di TarantoItalia Wave a Livorno, Musicultura a Macerata sempre come ospite e rassegne anche all’estero come il Sonic Vision in Lussemburgo.

Sincronizza alcuni brani di “A due” nel film Febbre da Fieno distribuito  da Walt Disney Pictures Italia ed una serie canadese Lost Girl prodotta dalla Prodigy Pictures. Vince il PIMI 2009 come “migliore artista solista”. Nel 2011 pubblica “BioY” (Urtovox Rec.) il suo terzo album prodotto e suonato dalla stessa Antolini. Sempre nel 2011 partecipa al progetto live ”Sister Assassin” di Lydia Lunch suonando in diverse date all’estero. Collabora con molti altri artisti tra cui i Baustelle nel disco Amen, Bugo nel disco Contatti, Velvet etc. e suona live in qualità di polistrumentista al tour degli A Toys Orchestra. Nel settembre 2012 suona la chitarra per il compositore australiano Ben Frost in ”Music for Six Guitars”. Nei primi mesi del 2013 registra il suo quarto album “Vivid” (Qui Base Luna) pubblicato poi a maggio. Nel 2014 esce l’Ep “Beatitude” per La Tempesta Dischi. Nel 2016 partecipa al programma Vinyl di Sky Atlantic. Sempre il 2016 la vede impegnata come polistrumentista nel tour di Angela Baraldi e come tastierista e pianista nel tour di Emis Killa. Lavora inoltre come produttrice artistica e arrangiatrice per cantautori e remix tra cui Mara Redeghieri e spettacoli e continua la sua produzione con il disco L’AB, anche stavolta suonato arrangiato e prodotto dalla stessa Antolini come tutta la sua produzione.

Nel 2017 suona in qualità di polistrumentista con Vasco Rossi nel suo tour negli stadi il Vascononstop 2018. Partecipa al Dopofestival 2019 di Sanremo con Rocco Papaleo in qualità di pianista/synth nella resident band. Viene riconfermata anche per il Vascononstop 2019 da cui ne uscirà anche un Docufilm in dvd e trasmesso su Canale 5. Partecipa a Sanremo 2020 in qualità di direttore d’orchestra per la canzone di Achille Lauro “Me ne frego” che si posizionerà ottava in classifica.

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