Bop Gun – Vol. 1
Data d’uscita: 3 ottobre 2025
Label: Sghetto Records
Distribuzione: Irma records
(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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Anticipato dai singoli “Clubbing” e “Liquid” “Vol. 1” è il disco d’esordio di Bop Gun.
Uno sparo che squarcia il buio della notte, la pistola fumante di funk. È questo l’effetto di Bop Gun vol.1. Bop Gun è una band che emerge dal brodo di coltura dei club bolognesi: approccio vecchia scuola, sonorità innovative, funk acido e tanto, tantissimo groove.
Jack Calico alla chitarra, Sebastian Halmark alle tastiere, Sergio Silva Echegoyen al basso, Francesco Benizio alla batteria. Il nome del gruppo è un omaggio alla leggenda del funk George Clinton, il quale invitava a “sparare” il funk a chi non ne era ancora stato iniziato.
Mondi sommersi, ironia, un certo qual senso di inquietudine bohemien e il divertimento genuino di chi vive ancora la musica come rito collettivo, da celebrare negli scantinati più ammuffiti così come sui palchi dei grandi eventi; rigorosamente per far muovere e ballare la gente.
Bop Gun vol.1 è un album interamente strumentale. La chitarra di Calico in primo piano ma sempre al servizio della canzone punta a suonare graffiante e incisiva, libera dagli stucchevoli virtuosismi e dagli autocompiacimenti tipici del solista. Sostenuta da una linea ritmica coinvolgente, bassi rotondi e corposi, e da tastiere capaci di dare tridimensionalità a ogni brano, per una miscela elettrizzante di funk, rock, jazz e altre influenze sonore.
TRACKLIST
01) Clubbing
02) Monkey
03) Generation X
04) Head Shift
05) Interlude
06) Blackacop
07) Liquid
08) Mundo Paralelo
CREDITS
Composto da: Bop Gun
Registrato e mixato da: Diego Tedesco allo Sghetto Club (BO)
Masterizzato da: Francesco Brini allo Spectrum Mastering Studio (BO)
Artwork copertina: Alfredo Sandri
Art work logo: Marcella Mattesini
TRACK by TRACK (by Bop Gun)
01. Clubbing
Clubbing è un brano per nottambuli, ispirato dalle notti passate a girovagare tra un club e l’altro in cerca di musica e di divertimento o più probabilmente di qualcosa che neanche sappiamo cosa sia e se esista per davvero. Nomadi, zingari che viaggiano al termine della notte mossi da una gioiosa inquietudine e sovrastati dai suoni e dalle atmosfere urban funk psichedeliche che caratterizzano il primo singolo dell’album d’esordio dei Bop Gun.
02. Monkey
In una foresta vibrante, uno scimmione si scatena con un riff potente e muscoloso, simbolo della sua lotta contro il cambiamento. Il funk psichedelico crea un’atmosfera ansiosa e tesa, ma poi lo scimmione viene rapito da strani esseri che lo drogano, facendolo cadere in uno stato di trance e di rilassamento, rappresentato dal sound più etereo e hip-hop. Il riff muscoloso ritorna a fasi alterne, come un richiamo alla realtà, ma lo scimmione sembra ormai prigioniero di questo stato di incoscienza. La tensione si scioglie infine in un’esplosione quasi punk, simbolo della ribellione e della resistenza dello scimmione contro i suoi rapitori.
03. Generation X
“Generation X” dei Bop Gun è un brano strumentale psichedelica che esplora le tematiche di una società moderna ossessionata dal consumismo e dalla routine lavorativa che sembra privare le persone di prospettive per il futuro.
È una canzone che esplora le tensioni tra la disperazione e la speranza, tra la routine e la libertà e che vuole offrire un messaggio di pace e tranquillità come possibile via d’uscita. In sintesi è un percorso che accompagna l’ascoltatore attraverso diverse atmosfere e stati d’animo, creando un’esperienza emotiva intensa e suggestiva.
04. Heard Shift
Heard Shift è una canzone che descrive l’ascesa di un nuovo comandante e le conseguenze della sua leadership. La musica inizia con toni sordini e taglienti, rappresentando le prime mosse del comandante e le guerre che scatenano. La musica poi si fa più gentile, creando un senso di calma apparente, ma improvvisamente irrompe con potenti riffs, simboleggiando la veemenza e la brutalità delle azioni del comandante. Il ritmo si alterna tra momenti di calma e di caos, rappresentando la strategia del comandante di creare pestilenza e disastri senza far reagire le popolazioni. La musica è un riflesso della natura manipolatrice e spietata del protagonista.
05. Interlude
Breve interludio musicale che segue “Head shift” e ti immerge nella desolazione e nella distruzione causata dalle azioni del comandante. La musica è cupa e arida, rappresentando la desertificazione e la devastazione. Tuttavia, ogni tanto emergono toni di risveglio, suggerendo che nonostante la distruzione, c’è sempre una speranza di rinascita e di ripresa. È un momento di riflessione e di attesa, prima di un possibile nuovo inizio.
06. Blackacop
Questo è un brano che esplode di vita e di energia, raccontando la storia di un poliziotto buono e gentile che opera in una favela moderna e vibrante del Sudamerica. La musica è un’esplosione di colori e di suoni, con ritmi dub reggae che fanno muovere i tetti delle case e la gente che balla per le strade. La vita scorre veloce e lenta allo stesso tempo, tra mercati brulicanti e vicoli stretti, tra malviventi e persone oneste che convivono in un’armonia sorprendente. Il poliziotto è un eroe complesso, rispettato da tutti, e la musica lo accompagna con inserimenti di veemenza rock e momenti di allegria spensierata. La canzone è un tributo alla favela, un luogo dove la vita scorre a pieno ritmo, dove ogni giorno è un’avventura e ogni notte è una festa. La musica è contagiosa, ti fa sentire il calore della gente e la vitalità della città.
07. Liquid
Liquid, secondo singolo tratta dall’album, è sin dal primo ascolto un invito all’immersione. Bassi così corposi che si fondono con le tastiere fino a creare un funk antico e selvaggio. La speciale miscela di psichedelia, jazz, funk e rock dei Bop Gun questa volta ci porta nelle profondità di una dimensione ovattata e sospesa. Tra ineffabili sirene, illusioni, suggestioni e impressioni sfuggenti.
08. Mundo Paralelo
Mundo Paralelo è una canzone di matrice funk che ti trasporta in un viaggio onirico e danzereccio attraverso un mondo parallelo, dove la vita è diversa ma sorprendentemente simile alla nostra. Il riff ballerino ti introduce in questa dimensione alternativa, dove perdersi in un’esplorazione di possibilità e scenari diversi. La musica ti accompagna fino a quando non ti ritrovi di fronte a un buco nero che ti risucchia. Ma è proprio un assolo di chitarra volteggiante a riportarti indietro, facendoti atterrare di nuovo nella realtà, lasciandoti con un dubbio: questo mondo parallelo esiste davvero?
BIO
Nel panorama musicale contemporaneo bolognese una nuova band sta emergendo con un sound innovativo: i Bop Gun. Guidati dal visionario direttore artistico de lo Sghetto Club Jack Calico, noto per le sue esperienze con i Plaster Caster e Kaishakunin, il gruppo rappresenta una fusione elettrizzante di funk, rock, jazz e altre influenze sonore. Con una carriera musicale segnata da una lunga pausa, Calico decide di riprendere in mano la sua arte, ispirato da viaggi e innovazioni artistiche.
Il nome della band, Bop Gun, è un chiaro omaggio alla leggenda del funk George Clinton, il quale invitava a “sparare” il funk a chi ne era privo, illuminando le menti con una nuova visione musicale. Con questa missione in mente Jack si riunisce all’amico bassista Sergio Silva Echegoyen, ex membro di Sanchez No Te Enganches e Kaishakunin, e i due iniziano a plasmare un nuovo progetto musicale.
La formazione si completa con l’ingresso di talentuosi giovani musicisti: Francesco Benizio alla batteria, un eclettico musicista con una solida formazione jazz e un’anima rock metal, e Sebastian Hallmark, tastierista di formazione classica con una spiccata propensione per le sperimentazioni sonore. Insieme, decidono di chiudersi in sala prove per mesi mescolando le loro influenze e creando un mondo musicale fresco e avvincente.
