Carlo Maver – Tracce d’Africa

Autoproduzione / data di uscita: 25 ottobre 2014

Terzo album per il bandoneonista, flautista e compositore Carlo Maver: un viaggio tra tradizione argentina e ritmiche africane.

(press page riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

Carlo Maver – Tracce d’Africa
Autoproduzione

“Del resto si ipotizza che la parola Tango derivi dalla divinità africana Xangò.”

Un viaggio a ritroso , una ricerca delle tracce soprattutto ritmiche che il “continente nero” ha regalato a tanti generi musicali.
Il Maver Quartet effettua questo viaggio attraverso sonorità affascinanti come quella del bandoneon e del vibrafono,flauti e percussioni. Ma soprattutto attraverso composizioni originali che spaziano dagli elementi neri del Tango e del Jazz, dal medio oriente al mediterraneo e all’America Latina.
12 Brani e circa un’ora di musica per esplorare dal personalissimo punto di vista di Carlo Maver le “tracce” che la musica africana ha lasciato in vari generi musicali e in Maver stesso attraverso svariati viaggi dall’America Latina all’Africa Nera.

Maver è uno dei pochi, se non l’unico, suonatori di bandoneon ad aver suonato in Etiopia e in Afganistan.
L’improvvisazione si mescola alle melodie dei temi,ritmi incalzanti a tratti ipnotici inframezzati da “quadri africani” creati da sovrapposizioni di varie gamme di flauti traversi.
La ricerca del confine fra le musiche del nordest brasiliano e quelle dell’Atlante marocchino, un Candombe uruguayo, uno choro.Un brano afro suonato con il bandoneon, strumento principe della musica argentina, esperimenti….
Senza abbandonare del tutto le sonorità tanguere di alcuni brani che hanno sempre caratterizzato la musica di Maver.
Del resto si ipotizza che la parola Tango derivi dalla divinità africana Xangò.
“Personalmente credo che la ricchezza ritmica che deriva dall’Africa e che ha fecondato tantissimi generi musicali sia uno dei più grossi debiti che il mondo ha contratto nei confronti del continente nero.”

Carlo Maver – bandoneon / flauti traversi / composizione
Pasquale Mirra-Vibrafono
Giancarlo Bianchetti-chitarra
Davide Garattoni – basso elettrico
Roberto Rossi – batteria e percussioni
guest
Achille Succi-Clarinetto basso,Sax contralto,flauti etnici
Silvia Donati-voce
Danilo Mineo-Percussioni

Registrato egregiamente al Duna Studio di Russi (Ra)
mixato da Andrea Scardovi, Stefano de Bonis, Carlo Maver, Roberto Rossi. Gennaio 2014

 

Carlo Maver live

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TRACKLIST

1) Afro flute
2) Tana milonga
3) Chansonne des chameaux
4) Monsieur Coulibaly
5) Bona noite Leo
6) Rio de la Plata
7) Preghiera per Romualdi e Fabiani
8) Carruggi e malasorte
9) Afro flute 2
10) Choro pra bandoneon
11) Tubabu
12) Pinocchio
13) Pifanos

TRACK BY TRACK A CURA DELL’ARTISTA

1)AFRO FLUTE
Un piccolo cameo, forse il seme per un nuovo progetto in solo. Flauto traverso,flauto contralto e flauto basso sovrapposti per creare una sorta di coro rituale tribale.
2)TANA MILONGA
Gli echi di questo brano ci portano fortemente in Argentina, ma in un’Argentina differente, non della malinconia del tango ma bensì nel cuore popolare del nord, dove la Chacarera accompagna feste e riunioni popolari.
3)CHANSONNE des CHAMEAUX
Brano presente anche nel primo disco del Maver Quartet “ Spaesaggi”.
Brano nato dopo un’incredibile esperienza di Maver nel deserto del Sahara.
1400 Km in 40 giorni da Timbutkù alle miniere di sale di Taoudenni a piedi e dorso di cammello.Un sogno, faticoso ma un sogno.Da qui la Canzone dei Cammelli, ispirata ad una melodia che veramente i cammellieri cantano agli animali durante il viaggio per distrarli dalla fatica.
4)MONSIEUR COULIBALY
Monsieur Amadou Coulibaly, professore di agronomia all’Università di Katibogou è stata la prima persona ad accogliermi in Mali. Un omaggio a questa persona e alla sua terra, un omaggio particolare perchè a cantare le pentatonie non è un flauto, una kora o un kamale n’goni, ma un bandoneon.
5)BONA NOITE LEO
Questo brano è nato come ninna nanna per mio figlio per poi trasformarsi attraverso il testo scritto e cantato da Silvia Donati, in un ode al coraggio e alla pazienza che il ruolo di genitori comporta. Forse specialmente per chi si occupa come noi di musica, passione che richiede molto tempo e sacrificio.
6)RIO DE LA PLATA
Questo brano è un omaggio all’Uruguay e a dei ricordi di notti passate a Montevideo seguendo le llamadas, cortei di percussionisti (con tre tipi particolari di congas) che sfilano spontaneamente per la città suonando ritmi di Candombe.
7)PREGHIERA PER ROMUALDI E FABIANI
Questo è il principio di un brano, qui presentato come introduzione, dedicato a 2 personaggi fondamentali nella storia del tango e del bandoneon. 2 migranti italiani diventati accordatori di bandoneon, i migliori. Un pezzo di storia che li ha visti accordare i bandoneon dei massimi esponenti di questo strumento, Astor Piazzolla compreso.
8)CARRUGGI E MALASORTE
Questo è un altro brano che era presente nel primo album e che forse è stato il cavallo di battaglia per la prima formazione del Maver Quartet. In questa versione senza basso e solo con bandoneon, vibrafono e percussioni si vuole accentuare l’atmosfera onirica di questo brano a cavallo fra passione ed etereità.
9)AFRO FLUTE 2
Secondo cameo di sovrapposizioni di flauti dedicato all’Africa.
10)CHORO PRA BANDONEON
In questo brano c’è un’altra piccola volontà di esperimento dove il bandoneon esplora un genere musicale, lo Choro, prettamente brasiliano.
11)TUBABU
Tubabu è come gli africani del Sahel chiamano gli uomini bianchi. Un incontro fra un jazz-waltz che si fonde con momenti afro.
12)PINOCCHIO
Questo brano è dedicato alla figura di Pinocchio in una versione tango un po’ legnosa e spigolosa appunto.
13)PIFANOS
Questo brano che conclude l’album si ispira ai camei flautistici precedenti, cercando di fondere sonorità del Nord-Est brasiliano con sapori dell’Atlante marocchino. Il Pernanbuco brasiliano incontra le atmosfere trance berbere di Jujuka.

 

BIOGRAFIA

CARLO MAVER
Strumento di straordinaria difficoltà e complessità, affascinante per le suggestioni sonore che riesce a creare, il bandoneon non vanta nel panorama delle musiche ‘altre’ – dal jazz alla world music – molti specialisti. E’ uno strumento che, riportato alla ribalta dal grande Astor Piazzolla con il suo Tango Nuevo, in realtà si presta ad essere inserito nei contesti più svariati sia nel ruolo di solista che in quello di cesellatore di tavolozze sonore.
Di questo nobile strumento a settantuno tasti (creato dal tedesco Heinrich Band quasi due secoli fa e arrivato in Argentina con gli emigranti tedeschi all’inizio del XX secolo, tanto da inserirsi presto nella musica popolare locale, al di fuori quindi del contesto di musica sacra in cui venne utilizzato inizialmente) Carlo Maver ne è uno squisito interprete. Il musicista bolognese prosegue a studiare lo strumento a mantice con straordinaria passione, inserendolo nella propria produzione, sia discografica che live, accanto al flauto, del quale vanta un diploma al Conservatorio Martini con il maestro Giorgio Zagnoni. Con il bandoneon il rapporto è iniziato grazie a Daniele Di Bonaventura, che dello strumento è un virtuoso, che l’ha indirizzato sui sentieri giusti per apprendere al meglio lo strumento. Poi Maver si è perfezionato con il maestro Dino Saluzzi con lunghi soggiorni in Argentina, per un rapporto che ha significato molto sia per la tecnica strumentale che per la ricerca di un proprio stile e linguaggio. Con il flauto prima, ed il bandoneon poi, Maver si è inserito presto nel jazz, bolognese e non, attraverso la collaborazione con il maestro Teo Ciavarella, che l’ha portato a condividere collaborazioni con musicisti di primo piano, da Eddie Gomez a Hengel Gualdi, da Javer Girotto a Cheryl Porter, da Simone Zanchini allo stesso Di Bonventura, solo per citarne alcuni.
Inevitabile la formazione di un proprio ensemble, il Maver Quartet, con cui il musicista ha registrato ‘Spaesaggi’ e ’12 Nodi’, dischi in cui mostra una bella vena di compositore (tutti i brani sono originali) e che hanno ottenuto il plauso della critica e che sono stati ben accolti dal pubblico, come dimostra la sua partecipazione a festival e concerti, in Italia e in Europa, ma anche in Australia, Etiopia, Turchia, Argentina e Afganistan, Portogallo, Francia, Svizzera, Albania oltre a suonare in vari programmi tv Rai e Mediaset. Personalità artistica curiosa e sempre pronto a mettersi in gioco, Maver ha scritto anche musiche per il teatro, collaborando con attori come Natalino Balasso, Angela Malfitano, Matteo Belli e il regista del Teatro del Pratello Paolo Billi. Dal 2008 cura la direzione artistica, affiancato dall’organizzazione di Marco Tamarri, di ‘Eco della musica’, il festival ecologico-musicale che si tiene ad ogni estate in varie località dell’Appennino bolognese e modenese, per uno straordinario rapporto tra musica e ambiente che hanno fatto diventare l’appuntamento un punto di riferimento non solo italiano. Di recente gli è stata affidata la direzione artistica di “Zola Jazz & Wine” ed è stato nominato patrono del festival di musica Touareg “Voci dal Deserto”.
E’ in uscita il nuovo album di Carlo Maver “Tracce d’Africa” particolare album dove le sonorità del bandoneon e dei flauti di Maver sono alla ricerca delle contaminazioni del continente nero in vari generi musicali.

FOTO PROMOZIONALI

   

 

 

 

 

 

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