Carsico “Terra/Cielo”

Carsico
“Terra/Cielo”
Release Date: 12 novembre 2021
Etichetta: Alter Erebus

(Presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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Esce per Alter Erebus Press & Label il nuovo lavoro di Francesco Cavecchi dal titolo “Terra\Cielo”, disco di esordio composto da nove brani che il cantautore torinese pubblica sotto il nome di “Carsico”.
“Terra\Cielo” viene registrato nei mesi a cavallo tra il 2019 e il 2020 presso Rubedo Recordings di Manuel Volpe e Simone Pozzi, che del disco hanno anche curato gli arrangiamenti.
È un lavoro che prende vita da una serie di riflessioni disilluse e talvolta, rabbiose, sui rapporti. Tra persone, a vari livelli, tra esseri molto vicini, anche fisicamente, e lontani dal nostro quotidiano, giungendo a porre lo sguardo sulle distanze, sull’incapacità di accordarsi agli altri, di provare empatia e di umanizzare il dolore grande e piccolo. Grande influenza hanno avuto alcune intense letture, da “Il re e il cadavere” di Zimmer che concede uno spiraglio di luce al fondo di ogni disamina, pure spietata, a “Rayuela” di Cortazar, al quale s’ispira il concept grafico dell’album e che, mirabilmente, racconta dei rapporti tra uomo e donna, padri e figli, nel suo mondo permeato di poesia.
Il tentativo è, dunque, quello di raccontare prendendo spunto dal quotidiano personale per poi tentare di allargarne l’orizzonte, aprendo il mio piccolo cortile verso una prateria più vasta, che tenti di abbracciare vari livelli di racconto per aprire porte sconosciute, ampie, timidamente “universali”. Ascolti stratificati hanno influenzato il disco (Dylan, Guccini, Violeta Parra, il folk irlandese, Springsteen, la Beth Orton di “Comfort of Stanger”, tra gli altri), omaggiati musicalmente nell’arrangiamento dei brani.

TRACKLIST

1. Itaca
2. Brucia
3. La Maga
4. Oracolo
5. Tempo
6. Filastrocca
7. Noi
8. Non sai (acoustic version)

CREDITS

Testi, musiche e arrangiamenti di Francesco Cavecchi e Manuel Volpe
Prodotto, registrato e mixato da Manuel Volpe presso Rubedo Recordings. Torino.

TRACK BY TRACK a cura di Carsico

1. ITACA
Itaca corre su un binario duplice, è la storia, raccontata da un testimone divenuto amico, di una traversata per sfuggire alla miseria. Ma non solo, è divenuta, elaborandola, la metafora di molti rapporti, di ogni tipo e grado, vissuti, ascoltati, immaginati.

2. BRUCIA
Brucia è il racconto da una stanza buia di una parte della mente. E’ la canzone dei dettagli della ricerca del domani dopo aver fatto tutti i conti con i giorni passati.

3. LA MAGA
La Maga è l’omaggio ad uno dei personaggi di Rayuela di Cortazar. La Maga è figura, simbolo universale e, dopo il suo addio, viene evocato il suo alter ego, Talita, pure non nominata esplicitamente, a tenderci la mano, a lenire il rimpianto.

4. ORACOLO
Oracolo precede la canzone che segue, Tempo, introducendone il senso profondo. Immagino un angelo, mandato in mezzo a noi per tentare di salvare il nostro animo, di elevarlo, invano. L’oracolo canta inascoltato e si rifugia nella solitudine, immensa, del cielo. Come il brano che segue nella tracklist trae ispirazione dal lavoro della giornalista, reporter e scrittrice Francesca Mannocchi.

5. TEMPO
Tempo chiude il cerchio aperto da Oracolo in un dialogo musicale che tenta di immaginare un futuro altro da quello raccontato dall’angelo, futuro nel quale la sofferenza abbia saputo elevare lo spirito alimentando speranza.

6. FILASTROCCA
Filastrocca è un umile tributo alla scrittura del Dylan di “When the ship comes in”. Si alternano e s’incrociano immagini e suggestioni tra la favolistica classica ed il biblico mentre, semplicemente, racconto la consapevolezza acquisita alla fine di una stagione dell’esistenza.

7. NOI
E’ il brano più autobiografico. Racconto la fine di un grandissimo amore, degli elementi che lo componevano, dei presagi nefasti, della contemplazione dell’ineluttabilità della sua fine.

8. NON SAI (Acoustic Version)
Il dialogo tra un padre ed una madre, tra padre e figlio, tra amanti sospesi, con l’unica certezza che non si trovano quasi mai verità assolute, risposte esaurienti. Restano la tensione verso l’Altrove e l’attesa del diritto ad accedere al mondo dell’Idea, con l’aiuto di una mano tesa.

BIO

Francesco Cavecchi, sin da giovanissimo, nasce dall’ascolto dei grandi dischi folk, da “The Freewheelin’” di Bob Dylan a “Nebraska” e “The ghost of Tom Joad” di Springsteen, fino ad arrivare a Pete Seeger, Woody Guthrie ed Eddie Vedder. Si avvicina quindi allo studio della tecnica vocale con Claudio Fabro e Andrea Rodini, collaborando poi con artisti torinesi quali Mario Congiu, Vito Miccolis e Eugenio Odasso. Dopo essersi dedicato per molto tempo alla ricerca di un suono crudo ed immediato che ben lo rappresentasse, ha seguito la necessità di sistemare i molti appunti e i pensieri figli degli ascolti o delle letture, tentando di organizzarli in musica.
Parallelamente alla produzione cantautorale è ideatore dello spettacolo “This land is Your land” , che a breve diverrà anche un piccolo saggio, viaggio cantato e recitato nella canzone di protesta americana.

 

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