Lebowski – Cura violenta

Lebowski
“Cura violenta”
Data d’uscita: 10 novembre 2017
Produzione: Area51 Records
Distribuzione: Cd-Click

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“L’altra faccia del Pop contemporaneo: una ‘Cura Violenta’ che pretende ripetuti ascolti in profondità”

PRESS QUOTES

– “Fa piacere, di questi tempi, parlare di un disco di canzoni in italiano fantasiose e fuori dalle righe […] di altro spessore rispetto a quanto circola nel rock nostrano” (Il Mucchio Selvaggio)
– “‘Cura violenta’ è un album senza speranza, una cupa analisi della società moderna e dei suoi uomini qualunque persi nell’agonia di questi giorni folli  […] e il suono è portentoso e ancor più nervoso e ossessivo. Disco bello e spietato.”
(Rockerilla)
– “Sono le cose della vita, quelle che stupiscono e che sconvolgono ogni giorno le nostre certezze”
(Rockit)
– “Uno dei migliori lavori in ambito indipendente italiano usciti nel 2017. Adattissimo a chi non ha voglia della solita minestra pop-rockeggiante”
(Distopic)
– “Il quartetto marchigiano fa capire al proprio pubblico come siano riusciti a trasformarsi, da goliardi disinibiti, in dotti commentatori distaccati.” (Onda Rock)
– “E’ sempre presente una certa originalità e largo spazio viene offerto agli strumenti, che possono librarsi negli arditi virtuosismi dei talentuosi musicisti” (Lucidamente)
– “Quarantadue minuti di cervellotica urgenza che sanno sorprendentemente mediare fra mondi lontanissimi mai cedendo all’effimero richiamo di un vuoto elitarismo.” (Music Map)
– “Il disco è da ascoltare tutto dall’inizio alla fine, senza interruzioni e a volume rigorosamente alto” (Tuttorock)
– “Un punk che sa anche essere spiritoso e un rock che non la manda a dire. Il tutto mantecato da elettronica d’ambiente. Un ascolto ambizioso.” (Raropiù)
– “L’album è un mantra ininterrotto sulla modernità e sulla diversità, su come viene sentita e vissuta, tra falsi cambi e una reale necessità di trovare spazi […] Con ‘Cura Violenta’ i Lebowski hanno fatto un disco rock alternativo veramente intenso e stratificato, sperimentale e surreale come la copertina lascia intuire” (Il Blog dell’Alligatore – Nella classifica dei migliori album indie del 2017)
– “La sperimentazione, che trova ampio spazio in questo nuovo disco, ha sempre alla base una materia prima funzionale, grazie anche alla capacità del quintetto marchigiano di maneggiarla con cura e intelligenza” (SentireAscoltare)

CURA VIOLENTA

Cura violenta” è un lavoro che pur mantenendo nella sostanza il consueto approccio “obliquo” alla musica, rappresenta tuttavia un’evoluzione nella forma e nei contenuti rispetto al recente passato dei Lebowski. A due anni di distanza dal precedente “Disadottati”, il quarto album del quintetto marchigiano, in uscita il 10 novembre per Area51 Records, è un ulteriore passo in avanti nel processo di maturazione e crescita. Due i concetti chiave attorno cui è stato costruito il disco: minimalismo musicale ed emotività lirica. Dal punto di vista strumentale infatti è stato realizzato un gran lavoro di scrematura del materiale raccolto, eliminando tutti quegli orpelli che in passato erano utilizzati senza parsimonia. L’approccio ai testi poi si allontana ancora di più dalla maniera bizzarra ed ironica del passato, prediligendo una componente decisamente più emotiva.

I brani di “Cura violenta” attraversano volutamente una ricca varietà di generi musicali: la title-track posta in apertura dell’album è una inusuale ed intrigante suite strumentale che mette in evidenza fin da subito il mood emotivo dell’intero lavoro; i brani che seguono, invece, delineano uno stile poliedrico ma ben definito, in cui la no wave del primo singolo “Paolo ruba cuori” convive con lo stoner di “Appeso“, gli echi dei Talking Heads in “Giorno zero” si affiancano ad una “Mi sento uh!” che rimanda persino al primissimo Vasco Rossi, offrendo all’ascoltatore un curioso mix di registri e di chiavi di lettura e sottolineando la concreta e definitiva maturità della band. Si tratta di un album volutamente corposo, denso, vario ma nello stesso tempo diretto e lineare, che mira ad infrangere quel concetto di “Pop” fin troppo abusato nella maggior parte delle produzioni contemporanee, ponendo invece l’accento sui contenuti trattati e mettendo dunque totalmente in risalto intensità ed emotività.

Il concept che è alla base dell’intero lavoro, incentrato sulle problematiche tipiche dell’attuale condizione umana e alle relative “cure” possibili, non ha soltanto dato forma alla scrittura dei brani, ma emerge in tutte le fasi di lavorazione dell’album stesso: dal titolo, alla copertina (una sorta di Guernica Punk) fino alla scelta della tracklist, agli arrangiamenti e al mix.

“Cura violenta” è stato scritto dalla band in pochi giorni, affidando poi il resto dei compiti allo staff di Area51 Records che, così come accadeva nelle label degli Anni ’70, ha seguito interamente e imperturbabilmente l’evoluzione del disco dal momento della creazione. Registrazione, missaggio e masterizzazione sono a cura di Gianluca Lo Presti del Loto Studio di Ravenna. Da segnalare poi i preziosi interventi presenti nel disco, come quelli di Matteo Scaioli, Sasà Vaccaro, Perrine Feriol e Bruno Dorella (Ovo, Bachi da Pietra, Ronin) che non rappresentano solo un cameo, ma scelte mirate per apportare maggiore spessore e profondità all’intero lavoro.

“L’album della maturità, in una nuova modalità”

TRACKLIST

1. Cura violenta
2. Animali nella notte
3. L’antagonista
4. Mi sento uh!
5. Paolo ruba cuori
6. Giorno zero
7. Little B
8. Appeso
9. Universi paralleli
10. Journal Noir

CREDITS

Prodotto da Area51 Records
Musica e Testi: Lebowski

Produzione Artistica: Massimo “Madesi” De Simone
Media e Comunicazione: Simone Aiello
Registrato, Mixato e Masterizzato da Gianluca Lo Presti presso il Lotostudio, Filetto (RA)

Percussioni e Synth in “Cura Violenta” e “Mi Sento Uh!” composti e registrati da Matteo Scaioli
Traccia audio in “Journal Noir” registrata da Nicola Amici presso il PH37 SoundLab mobile studio, Hendaye (France)

I Lebowski sono: Nicola Amici – sax, chitarra, basso in “Giorno Zero”
Riccardo Franconi – chitarra, basso in “Appeso”
Riccardo Latini – batteria, percussioni
Marco Mancini – basso
Simone Re – voci, synth

Special Guest: Bruno Dorella – Percussioni in “Animali nella Notte”
Matteo Scaioli – Arrangiamenti percussioni e synth su “Cura Violenta” e “Mi sento Uh!”
Sasà Vaccaro – Trombone in “Journal Noir”
Perrine Feriol – Voce in “Journal Noir”

Artwork: Marco Mancini, Simone Re
Stampa: Cd-Click www.cdclick.com

TRACK BY TRACK

1) CURA VIOLENTA Come la folle corsa di un pachiderma imbizzarrito verso un destino nefasto. Il sax che alterna barriti e melodie sinuose, un synth stordito come le cicale d’estate sullo sfondo, basso e batteria incalzanti e sovrastati da analogici suoni alieni fino al culmine, quando la chitarra, come una spada affilata, squarcia il magma sonoro. È tutto finito e pian piano torna la quiete.

2) ANIMALI NELLA NOTTE L’uomo è in gabbia e gli animali sono liberi di girare per la città. Sono osservati dalla finestra di una casa dove una musica in crescendo diventa sempre più tesa, portando all’allucinazione, quando non ci sarà più controllo almeno fino all’alba successiva.

3) L’ANTAGONISTA Non è importante sapere se si è nel giusto o meno, quello che conta è far sentire la propria voce, il proprio grido di rabbia. Accompagnato da melodie sbilenche di chitarra, ritmi tribali ed un sax ipnotico, questa è la ferocia di chi non ha mai voce.

4) MI SENTO UH! Si è sempre in lotta con sé stessi, a volte si vince, spesso si perde. Un blues istrionico, acido e completamente scoppiato/sdoppiato accompagna il protagonista nel suo viaggio tra ricordo e ragione, tra delirio e cambiamento. La domanda “Chi sta più bene io o te?” che ripete rivolgendosi alla sua immagine riflessa dallo specchio sembra chiedere dove sia la vera follia. Bizzarro e grottesco.

5) PAOLO RUBA CUORI Il rock’n’roll fa battere il cuore talmente forte che sembra di averlo in gola. Paolo, invece, lo fa letteralmente uscire dal petto. Batteria, basso e chitarre sono come un fiume in piena e gli argini stanno per cedere. Rifugiatevi in Canada.

6) GIORNO ZERO Per chi è stanco ed affannato, e la prima sensazione che prova la mattina è l’ansia della giornata che deve affrontare, la cura non è quel cazzo di magnesio, ma decidere di divergere dal quotidiano. La senti questa musica funky junky robotica? Se sì, allora oggi è il tuo giorno zero.

7) LITTLE B Sferzate di fuzz su accordi dissonanti creano un’atmosfera sognante e, al tempo stesso, marcia. La volontà del protagonista è di cambiare atteggiamento nei confronti della propria vita. Il tempo passa, la pioggia pure, ma alcune persone continuano a non accorgersi di quanto in altre sia forte l’esigenza di migliorarsi.

8) APPESO Pezzo dritto in faccia caratterizzato da sonorità ruvide e ritmo incalzante. Si celebra la mediocrità dell’uomo moderno, imprigionato tra paura, ignoranza ed irresponsabilità. Il suo destino è la sconfitta.

9) UNIVERSI PARALLELI Impatto violento per uno stato d’animo nervoso e sofferente. Un urlo di rabbia contro i pregiudizi bigotti ed arroganti che alimentano ogni tipo di discriminazione.

10) JOURNAL NOIR Atmosfera cupa e tensione emotiva. Stralci di un diario francese. Il susseguirsi dei giorni in un climax ascendente che racconta alcuni istanti di vita di una donna pronta a compiere gesti estremi.

BIO

Attivi dal 2004 come quartetto (l’ingresso di Nicola Amici sarà solo successivo), pubblicano il primo disco nel dicembre 2008 tramite una cordata di etichette coordinate dalla Bloody Sound Fucktory. Già dal titolo, “The best love songs of the love for the songs and the best“, si intuiscono la vena caustica e il non-sense che diverranno nel tempo il marchio di fabbrica dei Lebowski, insieme ad una formula musicale trasversale e atipica che parte dal pop per stravolgerlo. Registrato da Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, ecc.) e Giovanni Ferliga (Aucan), il disco ottiene ottime recensioni presso i principali media musicali e procura alla band un fitto calendario live in tutta Italia, corroborato l’anno successivo dall’uscita del video del singolo “Casa Comenji”, diretto da Stefano Poletti, Cosimo Bruzzese e presentato in anteprima su Rolling Stone, poi in heavy rotation su RockTV. Nel 2012 esce “Propaganda”, secondo lavoro della band (interamente prodotto da Bloody Sound Fucktory), che vede l’ingresso del polistrumentista Nicola Amici nella line-up. Per questo motivo il disco viene accreditato al moniker Lebowski & Nico, con un evidente rimando ironico all’esordio dei Velvet Underground. Il disco, che vede di nuovo Giulio Ragno Favero in cabina di regia, segna infatti, a detta della critica, un ulteriore passo in avanti per la band. Gli ingredienti del sound sono sempre gli stessi, ma declinati con arrangiamenti più ricchi e con una visione d’insieme più chiara e coerente. L’uscita del disco è accompagnata dal video del singolo “Kansas City” (firmato dal combo Caterta/Reale), che approda alla TV conquistandosi uno spazio nella programmazione del canale Mediaset Italia 2. Ad ottobre 2015 esce “Disadottati”, terzo album del gruppo. Come tradizione vuole, è il disco della maturità, ispirato dallo stato di agitazione e depressione che attanaglia i nostri tempi oscuri. L’arte incontra il sociale massacrandolo, ma con un sorriso inquietante stampato sulle labbra, in bilico tra divertimento e rabbia frenetica. Registrato e mixato da David Lenci (Red House Blues, Starmakers, ecc.) all’ Untouchable Woman studio, Senigallia (AN) e masterizzato al Fiscerprais di Riccardo “Rico” Gamondi (Uochi Toki), è un lavoro completamente autoprodotto e DIY. “Il Tagliateste” e “Una Vita Disarmata” sono i due singoli estratti e trasformati sapientemente in videoclip dalla premiata ditta Caterta/Reale.

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