Minor Swing Quintet – Minor Mali

Minor Swing Quintet “Minor Mali”
Data d’uscita: 8 giugno 2018
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MINOR MALI

Questo disco è la nostra dichiarazione d’amore alla musica, di quanto crediamo nei rapporti umani, nella stima reciproca, e di quanto sia meraviglioso suonare insieme. lo dedichiamo a tutte le persone che vogliono continuare a seguirci nel nostro viaggio: da Bologna, al Mali, agli Stati Uniti, al Nord Europa e in qualsiasi altro posto vorremo andare. chiudete gli occhi, aprite il vostro cuore e godetevi il ​​nostro disco. godetevi Minor Mali”.

Dopo quasi sei anni di attesa i Minor Swing Quintet escono col loro secondo album Minor Mali. Come il primo disco Mapo Salato (Irma Records, 2012), anche Minor Mali contiene otto tracce. Minor Mali vuole essere un motto: mai normali. Viversi le differenze come ricchezza, non come difficoltà. Ognuno dei cinque membri della band proviene da un background musicale molto diverso e in questo disco vengono rispettati tutti, per creare un sound ibrido e unico, mai scontato, mai prevedibile, mai normale. Ogni brano del disco è stato pensato collocandolo in parti del mondo diverse tra: Africa, Sud America, Oceania e addirittura nello spazio. Minor Mali non ha testo, non ha cantato, il suo unico intento è di far viaggiare mente e cuore e di far sentire ognuno a casa propria pur essendo in ogni luogo. Le registrazioni sono state effettuate da Roberto Rettura presso Lo Studio Spaziale di Bologna tra marzo e aprile 2017. La band ha suonato sempre insieme, con pochissime sovraincisioni e limitando quasi a zero l’uso del click. Fabrizio Bosso ha raggiunto i Minor a Bologna e suonando con loro hanno inciso con appena due take: la prima è quella che si può sentire sul disco. Mbar Ndiaye è, invece, arrivato da Roma portando con se cinque tamburi tradizionali senegalesi, i sabar. Nel disco è presente un cameo del primogenito di Tommy Ruggero, Jamal: è sua la voce verso il finale di Tipitappi. Il mastering è stato affidato a Giovanni Versari ed ha avuto luogo a La Maestà Studio, a Tredozio. L’artwork e la grafica dell’album sono state curate interamente da Adriano Ruggero cercando di mantenere un filo diretto con Mapo Salato, lasciando così intendere il legame col passato senza nulla togliere alla grande linfa dei Minor Swing Quintet: il desiderio di tendere ad un costante e colorato cambiamento.

Le foto sono di Francesco Ridolfi

La produzione del disco è stata possibile grazie ai 220 raisers che l’hanno finanziata in anticipo, coprendo interamente le spese. ognuno dei sostenitori è ringraziato all’ interno dell’album.

BIOGRAFIA

L’ispirazione per questi cinque musicisti bolognesi nasce da uno dei brani più celebri di Django Reinhardt: Minor Swing. Spinti dall’amore per il gipsy jazz ma desiderosi di creare un proprio sound ibrido, decidono di riprendere i brani della tradizione manouche e provare a renderli loro, a contestualizzarli nella loro Bologna degli anni 2000. L’eterogeneità della band, che accomuna percorsi musicali differenti (dal rock al soul, dalla world music alla musica classica), è la chiave di volta per il processo di modernizzazione del genere. Il risultato è una miscela esplosiva a base di rispetto per i grandi solisti del passato, con l’aggiunta di idee e arrangiamenti freschi e coraggiosi. Nel 2010 esce il primo album, “Mapo Salato”, seguono poi anni di concerti in Italia e all’estero che permettono alla band di consolidare la loro forza live e poter sperimentare, componendo nuovi brani, sempre più ibridi e contaminati. Nel 2017, il quintetto è finalmente pronto per un nuovo disco, un nuovo viaggio e nuove esplorazioni: “Minor Mali” parla infatti di Africa, di mondo, di altrove, sempre usando note al posto delle parole, miscelando sempre più sonorità e stili musicali eterogenei. Nell’album compaiono due special guest: Fabrizio Bosso e la sua straordinaria tromba e Mbar Ndiaye a restituirci le ritmiche dell’Africa dell’Ovest con il suo sabar.

Pollo Prosperini: chitarra solista
Alessandro Cosentino: violino
Matumaini: chitarra ritmica
Francesco Angelini: tastiera
Tommy Ruggero: percussioni

TRACKLIST

1. Tipitappi
2. Le Bandit de Bambeto
3. Minor Mali
4. Vittorio
5. Black Shark
6. La Cometa di Halley
7. Split
8. SambaSabar

TRACK BY TRACK a cura di Minor Swing Quintet

Tipitappila traccia di apertura del disco vuole sancire con decisione il nuovo corso dei Minor Swing Quintet: ammiccando ai Led Zeppelin, si ci immerge in un brano carico di groove e assoli potenti, con un cameo di Jamal Ruggero che sottolinea la natura onomatopeica del titolo;

Le Bandit de Bambeto: nel settembre del 2009, a Conakry (Guinea), l’esercito nazionale, agli ordini di Moussa Dadis Camara, spara sui manifestanti dell’opposizione, causando 160 morti. il nostro chitarrista Pollo era in quei giorni proprio nella capitale guineana, nel quartiere di Bambeto;

Minor Mali: la title track, con questo gioco di parole i Minor Swing Quintet rendono omaggio all’ispirazione africana, in particolare prendendo spunto da un accompagnamento di ngoni, strumento tradizionale del Mali;

Vittorio: dedicato a Vittorio Arrigoni, attivista morto a Gaza nel 2011;

Black Sharkaffascinati dalla nuova scuola dell’hip-hop estremo d’oltreoceano, questo brano vuole essere un tributo alle figure di Isaiah Sharkey e Chris Daddy Dave. con la straordinaria partecipazione di Fabrizio Bosso alla tromba;

La Cometa di Halleybrano sognante che suggerisce mondi inesplorati, con un assolo di body percussion che contrasta in maniera decisa con l’atmosfera dolce del tema;

Split: la descrizione musicale del disturbo dissociativo dell’identità: una melodia in sette ottavi che ricorda il mondo progressive, bruscamente interrotta dal rabbioso e grintoso riff che porta al finale esplosivo del pezzo;

SambaSabar: l’unione di due mondi, di due culture musicali, di due ritmi: la samba, brasiliana e sinuosa, ed il sabar, senegalese ed elettrico. con la partecipazione di Mbar Ndiaye, grandissimo percussionista di Dakar.

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