PINHDAR “Comfort in the Silence”

PINHDAR
“Comfort in the Silence”
Data d’uscita: 27 marzo 2026
Distribuzione: Duskey/The Orchard

(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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Anticipato dai singoli “RED” e “Mute“, il nuovo album “Comfort in the Silence” conferma i PINHDAR come il progetto che ha definito il linguaggio del trip-hop/dark in Italia. Con questo lavoro il duo milanese consolida una cifra sonora unica nel panorama nazionale: un’identità stratificata, cinematografica e di respiro internazionale, costruita nel tempo con visione.
L’album rappresenta un’evoluzione naturale del percorso iniziato con i lavori precedenti e affonda le radici nel trip-hop di matrice bristoliana, rielaborato attraverso una fusione personale di darkwave, elettronica e atmosfere cinematiche. Un’estetica che nasce in Italia ma si sviluppa in un orizzonte europeo e britannico: non a caso ha richiamato l’attenzione della critica UK, aprendo la strada a numerosi concerti in Inghilterra ed Europa, a collaborazioni con produttori inglesi autorevoli e alla firma con l’etichetta di culto Fruits de Mer Records.
Rispetto al disco precedente, la ricerca punta a una coesione più profonda: un flusso sonoro concepito come un unico corpo, in cui ogni brano mantiene una propria identità ma trova pieno significato nell’ascolto complessivo. L’elettronica è meno esibita e più integrata, diventando parte strutturale del suono.
La produzione è curata dai PINHDAR, con il mix affidato a Ian Caple (Tricky, Martina Topley-Bird) e la partecipazione di Lee Pomeroy (Archive) al basso.
Ritmiche trip-hop stratificate, chitarre darkwave e atmosferiche di Max e la voce magnetica ed evocativa di Cecilia costruiscono un universo sonoro immersivo, trasformando l’ascolto in un’esperienza intensa e cinematica.

“Viviamo un tempo in cui la violenza è diventata un linguaggio ordinario.
È nella politica, nelle relazioni, nel modo in cui consumiamo il pianeta e le persone, in una società che celebra il vuoto, l’individualismo e la sopraffazione.
È un rumore costante a cui ci abituiamo fino a subirlo senza reagire.
Chi rifiuta questa condizione sviluppa un malessere.C’è chi risponde con la stessa aggressività.
C’è chi prova ad opporsi e c’è chi si ritira, incapace di modificare lo stato delle cose ma ancora desideroso di restare umano.
Il silenzio può essere una soglia. A volte diventa resilienza: la costruzione di una vita interiore come forma minima ma radicale di resistenza. Un modo per non replicare la violenza che ci circonda, nel rispetto del pianeta e dei suoi esseri viventi.
Ma il silenzio non è una soluzione definitiva, né un rifugio ideale.
È una risposta possibile, non l’unica.
Comfort in the Silence” racconta la tensione tra il bisogno di proteggersi e quello di restare presenti nel mondo.”.

11 aprile – Efesto – Bologna
17 aprile – Spazio Muse – Rassegna “Blond’s trip one shot” – Succivo (CE)
12 maggio – Arci Bellezza – Milano
22 maggio – Zō Centro Culture Contemporanee – Catania
23 maggio – Retronouveau – Messina

TRACKLIST

01. After the Fall
02. Neon Light
03. Mute
04. Fade
05. Neiko
06. We Float
07. Old Kind
08. Into the Mirror
09. Red (CD e Vinile bonus track)

CREDITS

Written and performed by PINHDAR (Cecilia Miradoli – Max Tarenzi)
Lyrics by Cecilia Miradoli
Produced by Max Tarenzi
Lee Pomeroy on bass
All tracks mixed by Ian Caple
except “RED” mixed by Bruno Ellingham
Mastered by Ed Woods
Cover artwork: “Palladium” a painting by James Johnston (anche musicista fondatore dei Gallon Drunk e con Nick Cave e PJ Harvey)
Photos: Denise Prandini 

TRACK by TRACK (by PINHDAR)

01. After the Fall
Esistono forme di violenza psicologica che svuotano l’individuo dopo la caduta: quando si viene rifiutati dalla società, dalla famiglia, da chi si ama.
Il fallimento non è l’errore ma l’abbandono. Ciò che ci rende umani è come restiamo accanto a qualcuno quando cade.

02. Neon Light
La lenta e silenziosa agonia che avviene tra le mura di casa.
Uno spazio dove chi è considerato più fragile viene spinto a spegnere la propria luce interiore fino a scomparire, senza rumore.

03. Mute
L’alienazione ci ha resi incapaci di reagire.
Abbiamo smesso di parlare, di urlare, di opporci alla violenza e all’ingiustizia. Continuiamo a muoverci per inerzia, indifferenti. Muti.

04. Fade
Le conseguenze della guerra viste da chi non c’è più.
Nessun eroismo, nessuna tristezza gridata: solo l’accettazione del tempo che continua e dell’assoluta inutilità della guerra.

05. Neiko
La violenza della società contro il diverso.
Neiko, donna realmente vissuta nel III secolo a.C., diventa l’archetipo dell’ignoranza e della superstizione verso ciò che non si comprende.
Prima protetta dall’oblio, poi cancellata dalla memoria. Non per ciò che era, ma per ciò che faceva paura.

06. We Float
L’indifferenza è una delle forme più insidiose di violenza.
In una relazione si rivela lentamente, quando ci si scopre estranei senza sapere quando sia successo.
La comunicazione diventa impossibile senza ferirsi e ciò che resta è un galleggiare distante, senza appigli.

07. Old Kind
Il futuro appare fragile e incerto. Ma nessuna apocalisse può fermare la vita che riparte sempre dai valori essenziali.
La nostalgia per un mondo “vecchio stile” non è regressione ma il bisogno di ritrovare ciò che ci rende umani.

08. Into the Mirror
La violenza esercitata dall’essere umano sul pianeta e sui suoi abitanti priva il mondo della bellezza e della capacità di riconoscerla.
Guardare nello specchio significa riconoscere che anche noi facciamo parte di questa distruzione.
Non possiamo tornare indietro ma possiamo decidere di fermarci prima che resti solo il riflesso del danno.

09. Red – bonus track (CD e vinile)
Red è il colore di un tempo in cui rabbia e aggressività sono diventate parte del nostro paesaggio emotivo quotidiano.
A volte, di fronte a questa pressione, esiste un solo spazio possibile: rivolgersi verso l’interno.
Se Comfort in the Silence attraversa il silenzio come forma di resistenza, Red ne è l’esplosione emotiva.

BIO

I PINHDAR sono un duo di Milano che riporta al centro un linguaggio sonoro unico nel panorama contemporaneo nazionale: il trip-hop bristoliano degli anni ’90, sottratto alla nostalgia e rielaborato con coerenza in una forma personale e riconoscibile. Un’architettura sonora che fonde la profondità oscura della darkwave con un’elettronica elegante e strutturale, attraversata da una voce femminile magnetica.
Si definiscono “creatori di realtà parallele”: le loro canzoni aprono mondi immersivi in cui linee vocali evocative si intrecciano a una chitarra dal timbro inconfondibile — melodica, tagliente, attraversata da riverberi modulati — sospesa su ritmiche ipnotiche e atmosfere scure, con sfumature ambient, post-rock ed elettronica contemporanea.
Il progetto conta due album pubblicati, entrambi scritti, arrangiati e prodotti dal duo.
Il debutto, Parallel (Fruits de Mer Records – 2021), è stato finalizzato con Howie B (Björk, U2) durante il lockdown.
Il più recente, A Sparkle on the Dark Water (Fruits de Mer Records – 2024), nasce dalla collaborazione con Bruno Ellingham (Everything But The Girl, Massive Attack, New Order, UNKLE) ed esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso un linguaggio poetico e introspettivo.
Tra suggestioni ambient, post-rock ed elettronica contemporanea, i PINHDAR dipingono paesaggi sonori cinematografici in cui tensione emotiva e profondità narrativa si fondono in un’estetica intensa e immersiva.

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