REA “Futuro Dirigibile”

REA
“Futuro Dirigibile”
Data d’uscita: 09 maggio 2025
Label: Vertical Music Records
Distribuzione: Believe

(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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Anticipato dai singoli “Cielo Aperto” e “Città Vuota”, “Futuro Dirigibile” è l’album d’esordio di REA.
“Se dovessi spiegare il perché di Futuro Dirigibile direi che rappresenta perfettamente il mio rapporto con la musica. Avete mai visto un dirigibile? Probabilmente no, perché ce ne sono pochissimi al mondo, appena una ventina, e sono stati quasi subito surclassati dagli aerei. Eppure, nell’immaginario collettivo conservano un certo fascino…d’altronde, sono imponenti: il più grande al mondo è lungo quanto venti autobus messi in fila. Ma la cosa più straordinaria ancora è che, nonostante le dimensioni, trasporta solo una manciata di persone, qualche decina al massimo. Ecco, per me, questa è la metafora perfetta della musica: un universo sterminato, che a tratti sembra irraggiungibile, ma che resta visibile a tutti ed è pressoché impossibile da ignorare. Ma come ogni cosa, per quanto bella e maestosa, può svanire in un istante: non era così raro leggere di dirigibili esplosi, per un motivo o per un altro…. In quei momenti il privilegio di viaggiare su un mezzo tanto straordinario e raffinato perdeva ogni valore di fronte alla fine dell’esistenza. Non so quale sarà il destino del mio dirigibile ma il viaggio è così affascinante che ho pagato il biglietto e ci sono salita.”.

TRACKLIST

01. Futuro (Intro)
02. Città Vuota
03. Tempesta Solare
04. Ruggine
05. Quasi Quasi
06. Temporale
07. Cielo Aperto
08. La Fine Del Mondo
09. Dirigibile (Outro)

CREDITS

Scritto da REA
Prodotto da Claudio Marciano
Tranne che in Città Vuota prodotta da Simone Santi
e Ruggine prodotta con: Pietro Berchiatti, Francesco De Valeri.
Mix&Master: Nicola Roda “Hyppo” c/o DONCKEY Studio

TRACK by TRACK (by REA)

01. FUTURO (INTRO)
Qualcuno ha davvero capito come gira il mondo? Perché ogni volta che credo di avercela fatta, almeno un po’, succede qualcosa che mi fa dubitare del contrario. Alla fine, mi rassegno: agisco e poi aggiusto il tiro, sbaglio e cerco di ricavare la formula dall’equazione, fingendo di averci capito qualcosa.

02. CITTÀ VUOTA
Città Vuota è nata in una calda giornata estiva a Bologna, quando tutti partono per le vacanze e le strade si sfollano. In mezzo a questo vuoto è più facile trovare lo spazio per far crescere le idee: mentre il mondo sembra fermarsi e la noia sale, sento il bisogno di cercare stimoli in quelle attività che, durante la frenesia quotidiana, mi sfuggono. In quei giorni, ad esempio, pedalavo per la città giocando a osservare le persone e immaginarmi la loro vita. Mi chiedevo: “Cosa penseranno che io stia facendo? Dove staranno andando? Cosa gli passa per la testa?” Ed è proprio durante quei giri che i primi versi della canzone hanno iniziato a prendere forma nella mia mente. Ma di cosa parla Città Vuota? È una riflessione sulle aspettative sociali, sulla diversità che spesso spaventa e su un mondo che cambia così in fretta da renderci estranei persino a noi stessi.

03. TEMPESTA SOLARE
Avete mai dovuto prendere le distanze da un amico? Come ci si comporta quando qualcuno si trasforma in un buco nero che minaccia di risucchiarti? Eppure, i buchi neri un tempo erano stelle: immense, luminose, con le loro tempeste… ma pur sempre stelle.

04. RUGGINE
Alcune domande arrugginiscono a forza di ripetercele. Forse a volte sarebbe meglio non farsele affatto, restare nella magia dell’inconsapevolezza, liberarsi dai pesi e camminare leggeri, come astronauti sulla luna. Spesso ci dimentichiamo di quanto siamo simili a una mongolfiera: per salire in alto, bisogna avere il coraggio di lasciare andare qualcosa. D’altronde, per volare serve leggerezza.

05. QUASI QUASI
Sono quel tipo di persona che si prende sempre troppo sul serio, che vive ogni confronto sociale come un patibolo. Ma alla fine della giornata, in fondo, a chi importa davvero di tutti gli scivoloni che abbiamo commesso? Ci preoccupiamo troppo di quale idea gli altri si siano fatti di noi ma quando andiamo a dormire nessuno pensa a quella persona che è inciampata nei corridoi dell’università, che si è infradiciata alla fermata dell’autobus o che ha fatto una battuta andata a vuoto. Ognuno di noi è troppo impegnato a pensare ai propri problemi, ai propri piani, ai propri sogni. Viviamo intrappolati nell’illusione di un’importanza che, spesso, non abbiamo. A volte, infatti, bisognerebbe solo accettare di essere personaggi secondari o semplici comparse nella vita altrui, invece di atteggiarci di continuo a eroi della storia.

06. TEMPORALE
Le prime volte sono devastanti: la prima delusione d’amore, i primi problemi sul lavoro… tutto sembra più grande di quello che è. Poi succede che ci passi una seconda volta, poi una terza, una quarta e alla fine ti abitui. Trovi il modo di sopravvivere ed è proprio questo, secondo me, uno degli aspetti più straordinari dell’essere umano: la sua incredibile capacità di adattarsi.

07. CIELO APERTO
Il mio brano in gara a Sanremo Giovani ruota attorno a una domanda: chi, almeno una volta nella vita, non ha espresso un giudizio affrettato? Magari senza conoscere la storia, senza approfondire, a volte persino senza ascoltare davvero. Credo sia capitato a tutti e questo brano è il mio monito a non lasciare che le parole in cui non ti riconosci ti definiscano ma spingerti oltre. Capire cosa puoi migliorare e cosa, invece, vale la pena lasciar fuori.

08. LA FINE DEL MONDO
A chi non è mai capitato di avere una storia in sospeso, uno scenario rimasto irrealizzato con qualcuno? A volte preferiamo idealizzare e basta, lasciare che il sogno resti tale, piuttosto che vederlo trasformarsi in un ricordo amaro. Spesso penso che la parte più affascinante dell’amore sia proprio questa: vagheggiare, immaginare, costruire mentalmente un’intera narrazione su come potrebbero andare le cose. Ci sono momenti in cui la realtà supera ogni aspettativa e altri in cui la delude. L’unica certezza è che l’esito non è mai scontato. Come si sfugge a questa incapacità di predizione? Scegliendo di vivere di un ricordo incompiuto: forse a tratti sgradevole, ma comunque più tollerabile che decretare la fine di un mondo, di una realtà fittizia ma così seducente.

09. DIRIGIBILE (OUTRO)
Crescere è strano. È strano vedere i propri genitori acquisire una certa vulnerabilità. È strano rendersi conto che tutti, prima o poi, hanno affrontato le stesse sfide ed è strano ammettere che le favole, dopotutto, non esistono. Diventare grandi, in fondo, significa solo essere bambini con più esperienza e un pizzico di malinconia. È come assistere all’ultimo tramonto dell’estate sapendo che ne arriveranno altri ma che quel momento, esattamente così com’è, non tornerà mai più.

BIO

Maria Mircea, in arte Rea, è una cantautrice bolognese classe 2003. Inizia a cantare già dall’età di 7 anni affiancando il perfezionamento della voce allo studio del piano alla Music Academy della sua città. Successivamente nasce il progetto degli “Illumo” insieme a Michael Caldi (Marka), che successivamente diventerà suo produttore.
Compiuti i 18 anni, la cantautrice riesce a guadagnarsi un banco all’interno della scuola di Amici di Maria De Filippi. Il percorso dura 5 mesi ed una volta terminato Rea sente la necessità di raccontare la sua esperienza dal grande impatto emotivo attraverso la creazione del suo primo EP “Respiro”, che vede la collaborazione con il produttore e caro amico di infanzia Micheal Caldi (Marka). L’EP viene pubblicato nella primavera del 2022 e Rea inizia ad esibirsi su diversi palchi, come quello del Primo Maggio in Piazza Maggiore a Bologna o del Locomotiv Club (BO) per poi portare avanti un ricco tour di date che culmina con l’apertura del concerto di Dean Lewis nell’estate del 2023 e con l’apertura dell’unica tappa nel Nord Italia del tour “Indoor Garden Party” di Russell Crowe. Nell’autunno 2024 il brano “Cielo Aperto” riesce a passare le prime selezioni di Sanremo Giovani ed arrivare fino alle audizioni finali, dove entra a pieno titolo fra i 24 artisti in gara presentando il brano dal vivo su Rai Due durante le selezioni condotte da Alessandro Cattelan.
Il brano pur non riuscendo ad approdare all’Ariston riesce comunque ad inserirsi in molte playlist editoriali, una tra queste SCUOLA INDIE con la sua immagine come copertina.

FOTO (credits: Mario Cipressi)

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