ROBBÈ
“Chiacchiere da bar”
Data d’uscita: 28 Novembre 2025
Etichetta: Bolognina Dischi
PRESSKIT RISERVATO ALLA STAMPA – DA NON PUBBLICARE
STREAMING E DOWNLOAD
Anticipato dal brano “Un paese civile” e dalla title-track “Chiacchiere da bar” esce per Bolognina Dischi il secondo lavoro discografico del cantautore Robbè, che segue a distanza di cinque anni l’esordio “Vecchie cicatrici” del 2020.
“Chiacchiere da bar” è un disco che nasce dall’esigenza di affrontare tematiche sociali e reali. Un lavoro più maturo e consapevole del precedente, sia per i testi che per l’aspetto musicale, molto meno folk e più cantautorale. All’interno dell’album convivono diverse sfaccettature, tutte però riguardanti il quotidiano e il vissuto non solo dell’artista, ma di molti di noi: storie vere e racconti in cui chiunque di noi può riconoscersi e immedesimarsi. In canzoni come “Primo maggio” e “Un paese civile” si parla di lavoro, di sfruttamento, della perdita di contatto con la realtà, dell’assuefazione ad innaturali dinamiche produttive e di un generale senso di declino sociale. “Liberami” (che vede il featuring di Tabascomeno) è un grido di resistenza, una richiesta di salvataggio da questa caduta nel baratro. “Restare a casa” è la storia di Khalid, un giovanissimo ragazzo somalo, alle prese con il problema tutto italiano dell’immigrazione. “Male moderno” è una canzone che parla di morte, sia per chi muore che per chi resta. “Nicola” è un’allegoria tratta da una storia vera: durante il G20 di Matera del 2021, un uomo si affaccia a torso nudo dal balcone di casa sua mentre i ministri sfilano per strada. Il brano che da il titolo all’album, “Chiacchiere da bar” vuole essere un po’ il sunto di tutto questo e tanto altro, giocando sul fatto che le chiacchiere da bar sono per definizione qualcosa di leggero, in contrapposizione ai temi trattati nel disco. Ma forse vuole essere anche una sorta di omaggio al bar, che rimane indubbiamente uno dei luoghi sociali preferiti di Robbè.
TRACKLIST
01. Liberami feat. Tabascomeno
02. Un paese civile
03. Restare a casa
04. Nicola
05. Male moderno
06. Primo Maggio
07. Chiacchiere da bar
CREDITS
Testi e musiche di Robbè
Produzione artistica di Fausto De Bellis
Roberto Doto (Robbè): Voce e chitarra
Fausto De Bellis: Chitarre elettriche e basso
Simone Lamusta: Fisarmonica e pianoforte
Elena Mirandola: Violini e cori
Luca Piazzi: Tromba
Luca Negro: basso e contrabbasso
Giacomo Ganzerli: Batteria
Registrato, missato e masterizzato presso Fallout Studio, Bologna.
Foto di Matylda Nizegorodcew
Copertina di Lunedibibo
TRACK BY TRACK a cura di Robbè
Liberami
Libera è un grido di protesta e una richiesta di aiuto in contemporanea. È la volontà di non cedere a quello che sembra essere un baratro in cui la società sta sprofondando, dove gli esseri sono sempre meno umani. Avevo però l’impressione che la mia voce da sola non fosse abbastanza per trasmettere quello che avrei voluto, così ho chiesto a Tabascomeno se avesse voglia di collaborare con me. Chiara è una cantautrice eccezionale e anche una cara amica, la sua voce è stata il pezzo che mancava per completare il puzzle.
Un Paese civile
Un altro pezzo che parla di lavoro e di diritti: lavoro che non c’è, lavoro che c’è ma a condizioni economiche pessime, morti sul lavoro come se fosse ormai una cosa normale, l’ultimo trend virale sui social da dimenticare dopo qualche giorno con la prossima notizia che fa scalpore. Ognuno in diritto e dovere di commentare e vaticinare su qualsiasi argomento, ma io mi sento sempre meno adatto a farlo, tanto da non trovare neanche più la forza di scrivere una canzone. Qual è la soluzione quindi? Emigrare? Cercare un altro stile di vita altrove? Tornare “da mamma”, come se fosse il nido sicuro dell’infanzia? Sarebbe più facile andare in terapia, ma con quello che costa…
Restare a casa
Mi piacerebbe tantissimo vivere di musica, ma siccome per ora non è così, insegno italiano a rifugiati e richiedenti asilo. Khalid era uno di loro, poco più che maggiorenne, un giorno durante una lezione mi dice che in quel giorno ricorreva “l’11 settembre somalo”, un attentato a Mogadiscio da parte del gruppo terroristico Al Shabaab. È così che inizia la sua storia straziante e di chissà quanti altri Khalid che non ho conosciuto. Il padre morto nell’attentato, i terroristi che cercano di reclutarlo, la fuga insieme allo zio, ucciso davanti a lui in Libia perché non avevano soldi per pagare i carcerieri. Contemporaneamente, un ministro dell’interno italiano, parlando di migrazioni affermava che, a parti invertite, non sarebbe mai partito “per dovere sociale nei confronti del suo Paese”.
Curiosità meno drammatiche della canzone: il nome della canzone è venuto molto tardi, penso sia ancora rinominata come “Maledetta” sul computer dello studio, perché in fase di arrangiamento abbiamo un po’ penato per capire come sistemare il passaggio tra ritornello e seconda strofa. Invece il coro è stata un’intuizione di Elena, mentre registrava i violini.
Nicola
Matera, giugno 2021, mentre i ministri degli esteri e dello sviluppo riuniti nel G20 sfilano per le strade, Nicola Frangione, professore in pensione, si affaccia al balcone di casa sua a torso nudo e li saluta. La cosa diventa virale in un attimo e le reazioni sono varie e disparate, ma per me è stata una folgorazione, un messaggio fortissimo, un’allegoria moderna che meritava in qualche modo di essere celebrata.
Male moderno
Ci sono delle persone che sono famiglia anche senza legami di sangue, che possono essere genitori aggiuntivi. Poi una strana macchia nera, un tumore e quando sembra che la situazione stia migliorando suona il telefono e prendi il primo treno per tornare a casa. Il giorno in cui tutto è appena successo e non riesci davvero a realizzare, in viaggio in macchina verso l’ospedale, ho scritto il testo di questa canzone sulle note del telefono. L’arrangiamento che ne è venuto fuori è una ballata delicata nelle strofe, con un ritornello musicalmente allegro a contrasto col testo.
Primo maggio
Dopo un lungo periodo di festività che avevano accorpato Pasqua, 25 aprile e primo maggio, ritorno a lavoro e mi ritrovo a fare pausa pranzo in un centro commerciale. Svegliarsi, andare al lavoro, tornare a casa stanchi e andare a dormire presto, perché domani bisogna svegliarsi per andare a lavorare di nuovo: una vita in attesa del fine settimana, della settimana di ferie, una gabbia sociale ed economica che l’uomo di è costruito da solo per il profitto di pochi. È vita o è semplicemente esistenza?
Musicalmente voleva essere un pezzo scanzonato, diverso dal resto del disco, quasi un tormentone: quindi chitarra-basso-batteria, coro di bambini e tromba stile primo maggio a Roma, possibilmente senza la sponsorizzazione di JustEat.
Chiacchiere da bar
Chiacchiere da bar, da buona title-track qual è, vuole essere un po’ il sunto di tutti i temi trattati nel disco ma non solo. Proprio come seduti al tavolo del bar, mio personalissimo luogo sociale del cuore, i discorsi spaziano: figli, costo degli affitti, lavoratori poveri, guerre nel mondo, diritti, crisi climatica, insonnia, inclusività, merito e chi più ne ha più ne metta. La riflessione è proprio sull’essenza delle cosiddette “chiacchiere da bar”, che sono generalmente intese come qualcosa di leggero e spensierato ma qui sono messe in contrapposizione con i temi impegnati affrontati nella canzone e nel disco in generale.
BIO
Robbè è un cantautore da una terra di confine tra Puglia, Basilicata e Campania, trapiantato a Bologna da ormai più di dieci anni. Iniziato al cantautorato sin da bambino, scopre il mondo del folk e del folk-rock durante il liceo, inizia a scrivere le prime canzoni e con l’università arrivano Bologna e l’Irlanda. Il risultato di questi spostamenti è Vecchie Cicatrici (MarteLabel, 2020), un album in cui si mescolano ballad, cantautorato e reel, “dodici brani ben confezionati, stesi con nostalgia, che raccontano la quotidianità fatta di piccoli gesti e di piccole cose” (RockIt). Prima ancora dell’uscita, Ilenia (traccia n.4 del disco) viene premiata nell’ambito del concorso FUISS “Va in scena lo scrittore: autori di testi di canzoni” e Robbè raggiunge le semifinali del Gazzetta Music Contest e le finali di Sanremo Rock e Trasporti Eccezionali Music. Vecchie Cicatrici viene definito “un album fresco e colto, che si muove come una piccola barca che viaggia nel mare magnum della modernità liquida e punta alla riscoperta dell’importanza dell’eredità culturale, delle tradizioni popolari” dalla rivista L’isola che non c’era, apprezzamenti che gli valgono le semifinali del concorso L’Artista che non c’era. Oltre l’attività da solista, da maggio 2024 è anche membro della band bolognese Terza Classe, progetto Folk Rock tradizionale italiano, macchiato dalle sonorità della musica tradizionale celtica.
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