Soul Island – Shards

Soul Island “Shards”
Data d’uscita: 7 dicembre 2018
Produzione: Loyal To Your Dreams

(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

DOWNLOAD

SHARDS

“Shards” è il primo lavoro solista di Soul Island con radici profonde nel passato e nei sentimenti dell’artista. Parte dalla riflessione nell’osservare il frammentarsi e il diluirsi delle sottoculture anni 80-90 in stream di dati per millenials, senza dissimulare in sottofondo l’amarezza nel vedere quei contenuti perdere profondità nel vuoto frequente dei media odierni. La risposta dell’artista è un tentativo di auto-difesa e ricerca di senso che si traduce nel suono di “Shards”. Un incrocio tra il songwriting post-punk e l’electro contemporanea, ricco di soundscapes analogici e ritmi pop rivisitati. Attraverso armonie raffinate e strutture insolite l’ascoltatore fa un viaggio nel mondo interiore dell’artista tra squarci intimi e profonde emozioni acustiche, da cui il moniker. La vena nostalgica è bilanciata da una personale visione positiva in cui l’accettazione diventa riconoscimento, nuovo significato e dalle ceneri del cambiamento nascono nuove scintille. Tutto questo si riflette musicalmente nei profondi richiami compositivi tra le diverse componenti di elettronica, spesso originate da partiture di sequencing condivise che creano loop generativi.

“Shards è una collezione di canti e paesaggi sonori personali, parla di crescita e di come proteggere i sentimenti. Ogni traccia è un frammento della mia storia e dei miei discorsi interiori su cose intime, ma anche su quello che c’è là fuori. E’ tutto intessuto con arpeggi e beat analogici, fatti con strumenti che ho accumulato nel tempo”. (Soul Island)

TRACKLIST

1. Loser Rev
2. Bleed
3. Neon Vision
4. Ocean
5. Night Shore
6. Soul Drain
7. Perlin Time
8. Lead Out
9. Mother

CREDITS

Mix: Matilde Davoli & Soul Island presso Sudestudio
Mastering: Francesco Donadello presso Calyx Mastering

Partecipazioni
Matilde Davoli: Synth su ‘Soul Drain’
Andrea Rizzo: batteria su ‘Night Shore’

TRACK BY TRACK  a cura di Soul Island

Loser Rev: E’ la prima traccia scritta consapevolmente per il disco, la più personale. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con le mie radici cresciute in un posto (quasi) tutto sbagliato. Molte persone che conosco hanno avuto lo stesso. Per questo racconto della necessità di capire i risultati della propria vita in base al punto di partenza e a modulare le aspettative; dell’accettare i compromessi, possibilmente con classe; della crescita anche in senso fisico, tra teste vuote, ossa rotte e schermi vampiri.

Bleed:  C’è uno mio spazio interiore con un suo bpm che è alla base della mia creatività. A Londra l’accesso a questo è continuamente minacciato da una vita necessariamente densa ed estenuante, da ritmi non decisi da te intorno ai quali avvolgi il tuo tempo. Da qui le voci stutter e i cambi drastici in Bleed. Parlo con me stesso per esorcizzare il distacco generato da questo contrasto.

Neon Vision: Ho vissuto più volte rapporti a distanza, e guardando il partner attraverso lo schermo, all’altro capo, ho sempre pensato che non fosse mai vivo abbastanza. Neanch’io mi sentivo reale, nemmeno una volta chiusa la chiamata. Cosa che si può fare all’altro (o subire) semplicemente schiacciando un tasto. Immaginavo che i pixel dello schermo che ci rappresentavano si sciogliessero in lacrime digitali.

Ocean: E’ una traccia sulle speranze vere e false, spirituale e allo stesso tempo molto concreta. E’ un appello affinché si abbia cura della terra. Mi rendo conto ora di aver programmato l’arpeggio del synth come un movimento d’acqua, con lo sweep del filtro che imita un po’ le maree, o almeno così mi piace pensarlo.

Night Shore: Un giorno di tanto tempo fa, alcuni anni dopo essermi traferito a Bologna, durante l’ennesima lunga camminata notturna sotto portico con la neve, semi ubriaco ebbi una intensa e nostalgica reminiscenza della costa che ha reso magiche le notti delle mie estati adolescenti. Un tributo.

Soul Drain: Sulla dipendenza e l’impossibilità di smettere davvero. Su come le nostre debolezze ci definiscano e ci buttino a terra. Degli appoggi che cerchiamo per risollevarci. Sulle verità interiori che non possiamo/riusciamo mai a raccontare. Sulla necessità di difendere e nutrire la propria sensibilità e di quanti pochi ci riescano. Del fatto che a pochi interessi. Di quanto sia difficile giudicare (bene). Sull’ispirazione che rende impossibile smettere davvero.

Perlin Time: E’ una raffica di domande sul transumanesimo, sull’etica di oggi e quella di domani di un uomo senza limiti e senza responsabilità. Tutta la prima parte del pezzo è un climax, una specie di ascensione governata da questi interrogativi. Una salita verso il finale, dove ho voluto creare un paesaggio sintetico futuribile. Un punto di arrivo per chiedersi quanto tempo ci sia rimasto. Vogliamo davvero vivere per sempre?

Lead Out: E’ necessario tenere duro e coltivare le proprie idee anche quando l’ambiente circostante si ammala o si trasforma incredibilmente lasciandoti senza alcuna legittimazione. Tante volte nemmeno amicale. Al di là dell’eredità biologica, ognuno lascia un’eredità culturale, che si spera essere il più virtuosa possibile. Il mio istinto mi porta a seminare dove posso.

Mother: Il rapporto materno, animale e naturale, è un legame fortissimo. Quando ho scritto questo pezzo conoscevo già il titolo, anche se in effetti parla dello svezzamento. Volevo create un viaggio ritmico sonoro e visivo (il pezzo si accompagna ad un visual) che guarda al percorso immaginario tra il nostro globo e la nostra stella. Volevo sollecitare sensazioni primordiali, in qualche maniera ritrarre un angolo di natura e trasformarlo in grembo materno, dal quale osservare il sole e farsi accecare perché non lo si conosce.

BIOGRAFIA

Soul Island è il moniker del produttore e songwriter di origini italiane Daniele De Matteis. Cresciuto nel Sud Italia (Lecce), fin da preadolescente entra a fare parte della scena street locale generata dalla sottocultura skater degli anni 90. Come naturale conseguenza di questo fermento, in quegli anni viene fuori da quel remoto territorio una scena musicale punk/hc ricordata ancora oggi come leggendaria non solo dai nostalgici. Daniele inizia presto a suonare la chitarra e a scrivere canzoni diventando così frontman di diverse band. La comunità DIY è l’humus in cui germogliano le sue prime collaborazioni. Dal 7” split El sonido de la ciento y cuatro della sua band Room 104 viene fuori tutto il sound emo che avrebbe di lì a poco fatto irruzione nella cultura mainstream. Si trasferisce a Bologna per continuare gli studi e forma i Thousands Millions, un trio che mette insieme il suo background musicale anni 90, la riscoperta del power pop dagli anni 70 in poi, una peculiare impronta elettronica e math-rock ereditata dalle sperimentazioni in duo con il bassista Massimiliano Giannuzzi (progetto Kulledge) e elementi di beat anni 60 grazie all’apporto del batterista Federico Vaglio. Dai Thousands Millions vengono fuori due dischi, rispettivamente per Wynona Records e Tannen Records. È il momento di partire per Londra e mentre collabora e suona dal vivo con alcuni progetti musicali e band tra cui Echopark col disco Trees (2013) e Girl With The Gun con Ages (2014) ricerca nuovi suoni raccogliendo synth analogici e processori audio, esplorando modi nuovi di produrre musica. Nel 2015 esce Mother per Bad Panda, la traccia che dà il via al progetto Soul Island.

Nel 2018 Loyal To Your Dreams produce Shards, il primo lavoro full length di Soul Island, una collezione di frammenti del discorso interiore dell’artista su cose intime ma anche su quello che c’è fuori, dalle sottoculture a temi universali.

FOTO

 

CONTATTI

Facebook
Label

 

www.sferacubica.it