Walamaghe – Come i pesci Ep

data di uscita: 20 Maggio 2015
distribuzione: Zimbalam

(press page riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

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“Come i pesci” Ep

Esce il 20 maggio “Come i pesci“, Ep d’esordio del cantautore italo-somalo Kheyre Yusuf Abukar Issak. Dopo anni di collaborazioni illustri (in particolare con Cisco dei Modena City Ramblers) e dopo l’attività discografica con la indie rock band Rashomon, Kheyre decide che è arrivato il momento di dare vita alla sua creatura solista. Nasce così il progetto Walamaghe che si presenta con questo Ep di cinque tracce di raffinato e sognante indie-pop dalle venature elettroniche e cantato in italiano.

Come i pesci” é un breve ma significativo estratto dell’anima stessa di Walamaghe. Un veloce affresco che ruba momenti e atmosfere abbozzate, cercando di catturare l’essenza di un tempo insicuro. Una tavolozza su cui i colori si sono mischiati, confusi l’uno con l’altro rendendo quasi impossibile una distinzione netta, é il trionfo della precarietà, il trionfo dell’incertezza. Muovendosi con genuina ispirazione “Come i pesci” si dà completamente all’istinto con consapevole audacia. Ci racconta di amicizie significative, in grado di cambiare prospettive e modi di pensare. Di progetti in cantiere che trovano la loro essenza proprio rimanendo tali, per cui forse non si realizzeranno mai del tutto. Parla della vera bellezza, una bellezza eterna che non si preoccupa del tempo ma che anzi nel passare del tempo trova conferma del suo valore. Un Ep che si lancia alla ricerca di uno spazio in cui nuotare liberamente, un mare immaginato in cui sentirsi un pesce immaginario, lontanissimo dalla realtà delle cose ma profondamente immerso in un’altra realtà. Un album terrigno capace di pulsare al ritmo della contemporaneità pur mantenendo tratti di un sapore antico. Ballate che hanno ancora voglia di raccontare vecchie storie. Racconti universali di amore e morte tratteggiati con un trasporto che non domanda generi o etichette.

Tracklist

1. Come i pesci amano il mare
2. Alfonso
3. Il cantiere
4. Calde pietre
5. Eternamente bella

Track by Track by Walamaghe

“Come i pesci” é un brano che descrive un amore così grande da essere paragonato all’oceano: la coppia di amanti di cui parla la canzone sono come pesci in balia dei mutamenti continui di questo mare.

La canzone “Alfonso” racconta di un senso di colpa legato ai momenti di felicità che capitano di tanto in tanto nella vita: quella sensazione di non meritare le cose buone che ci arrivano e di conseguenza di non riuscire a godersele.

“Il cantiere” dove “é vietato l’accesso ai non addetti ai lavori” sembra essere più che altro un luogo immaginario: la rete metallica, i calcinacci, i rivestimenti di amianto, le zanzare sono tutte metafore che parlano di un progetto di vita che vuole realizzarsi ma non ci riesce a causa degli ostacoli che incontra.

Accade spesso quando si parla di canzoni di essere catturati da un atmosfera crepuscolare ed essere portati in un posto sconosciuto pieno di suggestioni: nel caso del brano “Calde pietre” l’ascoltatore viene trascinato in un tempo remoto dove l’animismo la fa da padrone.

Per concludere “Eternamente bella”, una ballata dal sapore pop che lancia il suo grido attraverso i secoli. Un amore infinito che trascende il tempo e lo spazio.

Credits

Kheyre Yusuf Abukar Issak: Voce, pianoforte, tastiere, toy-piano, sinth, programming
Beniamino Picchi: Basso, chitarra elettrica, wobble-bass
Riccardo Bufalini: Batteria
Caterina Venturelli: Voce

Testi e musiche di Kheyre Yusuf Abukar Issak
Arrangiato da Kheyre Yusuf Abukar Issak e Beniamino Picchi
Prodotto da Walamaghe.
Registrato al KappaWan Studio, Modena.
Mixato da Dario Casillo al Bizzarri Studio.
Le batterie di “come i pesci” e “calde pietre” sono state registrate da Lorenzo Lusvardi al Trable Studio, Correggio.
Progetto grafico a cura di Davide Montorsi

Bio

Kheyre Yusuf Abukar Issak in arte “Walamaghe” è un cantautore attivo nel panorama Modenese da molto tempo. Di madre italiana e padre somalo vive l’infanzia a San Cesario sul Panaro, un piccolo paese tra Modena e Bologna, nella decade tra il 1982 e il 1992 quando ancora l’Italia non era multietnica come oggi. Alla ricerca di un identità incontra la musica intorno agli 11 anni e, con la tipica fame che contraddistingue la provincia, comincia a farsi notare come musicista e autore di canzoni. Tra la scuola media e le superiori scopre il grunge, il rock e la musica delle band da garage. La vera svolta arriva quando assiste ad un concerto di Vinicio Capossela: viene folgorato dalla bellezza dei testi, dall’intensità delle canzoni, dalla preparazione dei musicisti e dallo spettacolo sul palcoscenico. Abbandona, dunque, il rock e sceglie la strada del cantautorato intorno ai 20 anni.

Comincia a studiare jazz, un genere che identifica come la tela perfetta per dipingere le proprie storie. Frequenta diversi corsi e seminari come quello di Siena Jazz e nel frattempo mette in piedi una formazione, “Kheyre i musicanti di Brema”, con una fortissima connotazione Caposseliana. Con questa band incide 2 album (“concerto di rane” e “c’era e non cera”) e si rivela quella che é senza dubbio una delle sue doti principali, quella di essere un “animale da palcoscenico”. Da qui in poi i concerti si spostano sempre più fuori dalle cerchie ristrette della provincia fino ad arrivare ad Arezzo Wave e ottenere le prime proposte da etichette discografiche. Vince il premio Samigo Live del M.E.I. ma la voglia di sperimentare lo porta presto ad abbandonare i musicanti di Brema per tentare altre strade ed altre sonorità.

Cambia diverse formazioni nel corso degli anni e sempre più di frequente entra in contatto con professionisti: da Luca Rossi degli Ustmamò con cui registra ed arrangia alcuni brani a Little Paul Venturi, con cui condivide la passione per il blues delle origini, mantenendo costante la ricerca di un sound personale che non lo vincoli ai confini di un genere così come il più importante fra i suoi maestri virtuali, Beck Hansen in arte BECK.

Nel 2009 il nome di Kheyre arriva alle orecchie di Stefano “Cisco” Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, che lo vuole come pianista per il suo tour. Questa é la prima vera esperienza professionale e gli da modo di toccare con mano quelle realtà che fino a quel momento aveva solo immaginato. Il tour di Cisco copre in effetti tutta l’Italia, la Sardegna toccando anche la Germania e l’Ungheria. Ne esce addirittura un doppio album Cisco dal Vivo volume 1 & 2. Ma anche durante il tour, Kheyre, non smette di dedicarsi ai suoi brani originali e nel 2010 abbandona la band di Cisco per fondare i Rashomon con Matteo Fiorini alla batteria e Simone Galassi alla chitarra. Il sound é sporco, grezzo. Una sorta di blues simile a quello dei primi Black Keys con una voce e delle liriche in stile Teatro degli Orrori. La band ottiene risultati incredibili in pochissimo tempo, vince il Premio Daolio, Rock Targato Italia e arriva semifinalista a Musicultura 2011. Realizza un primo album dal titolo “Andrà tutto bene” sotto etichetta Lo Scafandro.

Sempre durante il 2011 Kheyre inizia a gettare le basi per quello che in seguito diventerà “Walamaghe”. Il nome viene ripreso da quello di un avo di Kheyre. Nella tradizione Somala di fatto non esistono cognomi, il nome del padre diventa il cognome del figlio ed ogni nome si somma al precedente formando una catena piuttosto lunga. Nel caso specifico di questa famiglia l’ultimo nome conosciuto é appunto Walamaghe.

Tra il 2014 e il 2015 sono state prodotte 14 tracce, il risultato di un lavoro quasi esclusivamente home made che ha visto Kheyre diventare produttore a tutti i livelli del proprio materiale. Un progetto che sposa le sonorità elettroniche contemporanee con la tradizione del cantautorato più classico. Il primo lavoro di Walamaghe è un EP dal titolo “Come i pesci”.

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