Yiddish Blues
“Il piccolo Alì”
Data d’uscita: 13 febbraio 2026
Etichetta: Moovon
(presspage riservata alla stampa – DA NON PUBBLICARE)

Scarica “Il piccolo Alì”
“Il piccolo Alì” è il primo brano a presentare Yiddish Blues, il progetto cantautorale di Moni Ovadia ideato e creato con Giovanna Famulari e Michele Gazich.
“La condizione del popolo palestinese mi ha sempre coinvolto da che io ricordi, perché per origine e formazione sono sempre stato dalla parte degli ultimi, dei diseredati, degli oppressi. Ma da quasi quattro decenni ogni pur piccola riserva o dubbio è caduto e l’ultrasettantennale martirio dei palestinesi mi è apparso in tutta la sua tragica verità.
La maschera retorica del sionismo si è disfatta mostrando il suo volto di ideologia colonialista, razzista e da ultimo genocidaria. Il destino palestinese è diventato, per il mio cuore, la mia anima e le mie idealità di pace e uguaglianza, la principale priorità. Mi sono informato incessantemente, ho letto, ho ascoltato, ho visto e ho messo a disposizione la mia militanza.
Gli orrori subiti da questo glorioso popolo sono inenarrabili, ma le brutalità subite dai suoi bimbi mettono con le spalle al muro qualsiasi essere umano degno di questo nome.
Fra le tante immagini che ho ricevuto dalla Palestina devastata, una mi si è conficcata nella mente, la foto di un bambino di non più di dieci anni con entrambe le braccia amputate da qualche bomba appena sotto le ascelle. Da quell’istantanea percepivo che gli occhi di quella creatura mi guardavano con un’implicita accusa rivolta a tutto il protervo e complice Occidente. Lo sguardo di quel bimbo mi ha assillato per settimane, ho pensato che dovevo esprimere i miei sentimenti ed è uscita l’idea di una canzone, una piccola narrazione in musica che può comunicare ciò che non sarebbe esprimibile altrimenti.
Ho potuto dare vita a “Il piccolo Alì” grazie ai musicisti Giovanna Famulari e Michele Gazich. Abbiamo formato un trio per realizzare il progetto Yiddish Blues (album e tour, di cui “Il piccolo Alì” è anticipazione). Abbiamo creato e stiamo creando un percorso di canzoni composto a sei mani, come fa un vero trio.”. (Moni Ovadia)
CREDITS
Parole e musica di Ovadia, Famulari, Gazich
Etichetta: Moovon
Edizioni: Moovon
BIO
Com’è nato il trio Ovadia Famulari Gazich?
In principio ci fu Giovanna Famulari, che collaborava artisticamente sia con Ovadia che con Gazich: è stata per anni elemento essenziale sia degli spettacoli teatrali di Moni sia degli album di canzoni e dei concerti di Michele. Giovanna li ha fatti incontrare e Gazich ha subito cominciato a suonare il violino negli spettacoli di Ovadia, ma in breve i tre hanno capito che la loro amicizia umana e artistica doveva portare a qualcosa di totalmente nuovo.
Gli eventi precipitano nel 2025: Gazich pubblica l’album “Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea” tutto registrato con una sola musicista, Giovanna Famulari. Nasce una nuova idea di suono, una canzone d’autore che dialoga con il retroterra classico dei due.
Famulari e Gazich condividono la loro nuova idea di suono con Ovadia che a sua volta porta la sua immensa conoscenza di canzoni composte da popoli in esilio: dai neri d’America alla tradizione yiddish. Nasce così Yiddish Blues (presentato per la prima volta dal vivo al Folkest Festival 2025), che non è uno spettacolo teatrale, non è teatro canzone, ma è, per la prima volta, “il concerto di Moni Ovadia”. Yiddish Blues è un affondo poetico e musicale nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli senza patria, nel dolore e nella resistenza trasformati in canto.
Moni Ovadia
Moni Ovadia, nato a Plovdiv in Bulgaria e cresciuto a Milano, proviene da una famiglia ebraica sefardita inserita nel contesto culturale yiddish e mitteleuropeo, elemento che segna profondamente tutta la sua opera artistica. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, inizia parallelamente il suo percorso artistico sotto la guida di Roberto Leydi, esordendo come musicista e cantante nel Gruppo dell’Almanacco Popolare. Negli anni Settanta fonda il Gruppo Folk Internazionale, poi Ensemble Havadià, con cui partecipa a importanti festival folk europei. Polistrumentista (violino, chitarra, tromba), sperimenta un folk-progressivo innovativo per l’epoca, pubblicando diversi album. Collabora anche con gli Stormy Six e dà vita alla cooperativa “l’Orchestra”, prima etichetta indipendente italiana. La sua ricerca si concentra da sempre sulla memoria ebraica dell’Europa orientale, che reinterpreta in chiave musicale, teatrale e civile.
Giovanna Famulari
Giovanna Famulari è una musicista poliedrica, diplomata presso il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, violoncellista, pianista, arrangiatrice e produttrice artistica, capace di spaziare con naturalezza dal pop al jazz, dalla world music alla contemporanea, fino al teatro musicale e alle colonne sonore. Con una carriera che unisce rigore classico e apertura alla sperimentazione ha partecipato come violoncellista e arrangiatrice a più novanta dischi (ricordiamo Tosca , Ron, Teresa de Sio, Mimmo Locasciulli, Theo Teardo e Blixa Bargeld, Michele Gazich), alcuni dei quali in cinquina al Premio Tenco. Altri album a cui ha partecipato hanno ottenuto la Targa Tenco: ricordiamo quelli di Tosca, Vinicio Capossela, Fabio Cinti. Ha personalmente ricevuto importanti riconoscimenti: Premio Pavoncella d’Oro, Premio AILA 2018, Premio alla carriera Vita Vita festival internazionale con la partecipazione di Michele Gazich.
Attiva in ambito teatrale e televisivo, ha collaborato con la Rai come compositrice e interprete. Parallelamente ai suoi progetti solistici, lavora con artisti italiani e internazionali, portando il suono del suo violoncello sui palcoscenici di tutto il mondo, dall’Europa al Medio Oriente, fino al Sud America.
Michele Gazich
Michele Gazich è musicista, poeta, produttore artistico, compositore, scrittore di canzoni. Opera professionalmente nel mondo della musica dall’inizio degli anni novanta: tour in Italia, Europa e USA, collaborazioni/produzioni con cantautori italiani (tra cui Massimo Priviero e Federico Sirianni), europei e singer-songwriter statunitensi (Michelle Shocked, Mary Gauthier, Eric Andersen e Mark Olson); orchestre; spettacoli teatrali; performances di poeti; colonne sonore cinematografiche; università e conservatori italiani ed esteri. Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di cinquanta album e ne ha pubblicati dodici a suo nome. Più volte finalista alla Targa Tenco, ha partecipato alla produzione e ha suonato nell’album Rifles & Rosary Beads di Mary Gauthier, finalista ai Grammy Awards. Ha suonato al Senato Spagnolo, al Kennedy Center di Washington e al Billboard Auditorium di Tokyo. La sua è una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante, che è diventata esistenziale.
Gazich e Famulari, hanno ricevuto, nel settembre 2025, la Targa “Bigi Barbieri” presso il Festival “Dallo Sciamano allo Showman”.


